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Come sarà il mondo nel 2040. Report Nic

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2040 nic

L’approfondimento di Francesco D’Arrigo, direttore Istituto Italiano Studi Strategici, a partire dal report del National Intelligence Council (Nic) “Global Trends 2040: A More Contested World”

Ogni quattro anni, il National Intelligence Council (NIC), centro di analisi strategica dell’Intelligence Community statunitense, sottopone al neo eletto Presidente degli Stati Uniti uno studio sulle tendenze strategiche globali per i successivi 20 anni. Tale report, denominato Global Trends, costituisce uno dei più rilevanti studi del settore a livello mondiale. La versione declassificata della settima edizione, intitolata – Global Trends 2040: A More Contested World – è stata pubblicata lo scorso mese di marzo.

Il Global Trends 2030, quinta edizione e versione fino ad oggi più diffusa al mondo, è stato presentato per la prima volta in Italia nel 2013 da uno degli autori del report – Dr. Mathew Barrows – (Counselor of the National Intelligence Council) al Forum organizzato dall’Istituto Italiano di Studi Strategici.

In quell’evento patrocinato dal Presidente della Repubblica, Barrows ha descritto le origini del Global Trends, nato dall’Intelligence americana, una comunità di 17 Agenzie coordinate da un Direttore per l’Intelligence. All’interno del suo ufficio (l’Office of Director of National Intelligence, ODNI) la legge di riforma dei Servizi americani del 2004 – Intelligence Reform and Prevenction Act – ha collocato il National Intelligence Council(NIC) ovvero il principale centro di analisi strategica di medio-lungo termine della comunità dei Servizi segreti americani. Ma il NIC, fino al 2009 diretto dal Prof. Thomas Fingar, è anche un vero e proprio pensatoio tra i cui compiti, dal 1997, vi è quello di sovraintendere ad un ambizioso e complesso programma di ricerca che venne appunto denominato “Global Trends”. Nato sul finire degli anni novanta come una serie di seminari, organizzati e curati congiuntamente dall’Intelligence e dal Pentagono, il “Global Trends” si è evoluto nel corso del tempo fino a diventare quello che è oggi: un’articolata attività di analisi e riflessione strategica su scala globale nell’ambito della quale think-tank ed esperti internazionali cooperano e si confrontano con l’Intelligenceamericana al fine di individuare i trends strategici che caratterizzeranno gli scenari futuri, valutandone l’impatto in campo politico, economico finanziario, ambientale e sociale.

L’obiettivo del programma non è prevedere il futuro – cosa impossibile – bensì stimolare il pensiero critico e la riflessione strategica del decisore sui rapidi e vasti cambiamenti geopolitici attuali e futuri, incoraggiando e contribuendo ad una più efficace pianificazione di lungo termine – National Security Strategy. Dal 1997 ogni quattro anni, quindi, in occasione dell’elezione del nuovo presidente degli Stati Uniti, il National Intelligence Council pubblica i risultati di queste ricerche e analisi. Dal 1997 ad oggi il National Intelligence Council ha prodotto sette Global Trends, ciascuno con un orizzonte temporale di circa 15/20 anni.

La versione riservata del Global Trends è presentata con un apposito briefing al neo eletto presidente degli Stati Uniti e successivamente distribuita all’interno dell’establishment della sicurezza nazionale. Una versione declassificata “open” viene, invece, diffusa pubblicamente ed è quella che tutti noi possiamo leggere.

L’istituzione che elabora tali report (NIC) è un organismo dell’intelligence community (IC) USA, deputato all’elaborazione di analisi di medio-lungo periodo ed alla produzione di documenti di estimative intelligencerelativi all’approfondimento di questioni connesse alla sicurezza nazionale.

La mission istituzionale del NIC è “Lead and support Intelligence Community integration; delivering insights, driving capabilities, and investing in the future” (Condurre e sostenere l’integrazione dell’Intelligence Community; fornire approfondimenti, guidarne le capacità e investire nel futuro). Il NIC è  guidato dal Director of National Intelligence (DNI) Avril Haines, ed attualmente composto da 16 membri che forniscono costante supporto all’Office of the Director of National Intelligence (ODNI) e al National Security Council (NSC). Il NIC fornisce supporto anche al Congresso USA e, a seguito di specifica richiesta, elabora prodotti analitici focalizzati su determinate materie, ritenute utili per l’attività legislativa.

In estrema sintesi, il NIC è un centro di analisi strategica impegnato ad elaborare prodotti informativi di elevato livello e di alta attendibilità, destinati ai massimi vertici dell’amministrazione USA, e (dovrebbe essere) caratterizzato dall’indipendenza di giudizio e di valutazione rispetto alle linee politiche predominanti nell’ambito del governo in carica.

L’obiettivo principale dei Global Trends è quello di fornire ai vertici dell’amministrazione governativa in carica, un quadro completo di informazioni, tendenze e scenari su come il mondo possa evolvere nel medio-lungo periodo, mettendo in evidenza le dinamiche più significative, al fine di consentire ai decision maker di adottare le decisioni e gli interventi necessari ad incidere sulle forze strutturali e le loro interazioni, perseguendo gli interessi degli Stati Uniti e tutelandone la sicurezza nazionale. Il progetto si fonda su un complesso processo analitico, che, oltre a trarre spunto dalle tecniche e dalle capacità della Comunità di Intelligence statunitense, si caratterizza per la sinergia tra più soggetti, appartenenti ad istituzioni differenti (pubbliche e private) e provenienti da paesi diversi.

Sulla base di questi principi organizzativi, il DNI ha elaborato quest’ultima analisi suddividendola in tre sezioni generali.

Nella prima individua le “forze strutturali” in quattro fondamenti principali: demografia, ambiente, economia, e tecnologia. Gli analisti hanno selezionato queste macro aree perché sono quelle ritenute fondamentali nel plasmare il futuro, dinamiche e di portata relativamente universale, e perché offrono disponibilità di dati ed informazioni tali da permettere proiezioni e analisi con un ragionevole grado di affidabilità.

La seconda sezione esamina come queste forze strutturali interagiscono e si intersecano con altri fattori per influenzare le dinamiche emergenti su tre livelli di analisi: individui e società, Stati, sistema internazionale.

L’analisi in questa sezione comporta un più alto grado di incertezza a causa della variabilità delle decisioni che verranno intraprese in futuro. Gli analisti si concentrano sull’identificazione e la descrizione delle key emerging dynamics (fattori dinamici emergenti) ad ogni livello, incluso ciò che le sta governando e come potrebbero evolvere nel tempo.

Infine, la terza sezione identifica diversi fattori chiave di incertezza e li usa per creare cinque scenari futuriper il mondo nel 2040.

Quando si esplora il futuro elaborando scenari a lungo termine, una delle maggiori difficoltà è scegliere quali questioni coprire ed enfatizzare e quali tralasciare. Il Global Trends 2040 si è focalizzato sulle tendenze globali a lungo termine e sulle dinamiche che probabilmente modelleranno le comunità, gli Stati ed il sistema internazionale per i prossimi decenni e per presentarle in un contesto più ampio. Di conseguenza, c’è una minore considerazione su altre questioni con ripercussioni a breve termine.

In questo documento gli esperti si concentrano molto sull’impatto della pandemia, definendola “la più significativa e singola crisi globale dalla seconda guerra mondiale, con implicazioni sanitarie, economiche, politiche e di sicurezza che si dispiegheranno nella loro gravità per gli anni a venire”.

Inoltre, secondo gli analisti dell’Intelligence degli Stati Uniti nei prossimi venti anni:

  • I progressi nella tecnologia forniranno il potenziale per affrontare problemi come il cambiamento climatico e le malattie, ma possono anche provocare nuove tensioni.
  • Anche se la salute, l’istruzione e la prosperità delle famiglie hanno fatto miglioramenti storici negli ultimi decenni, questo progresso sarà difficile da sostenere a causa dei “venti contrari” causati non solo dagli effetti della pandemia, ma anche dall’invecchiamento della popolazione e dalla crescita economica potenzialmente più lenta.
  • Probabilmente si intensificherà la rivalità tra la Cina e una coalizione di nazioni occidentali guidata dagli Stati Uniti, alimentata da significative politiche di potenza, demografiche, tecnologiche e si accentueranno le divisioni ed i contrasti sui modelli di governance.
  • “I rivali statuali e non statuali si contenderanno la leadership e il dominio nella scienza e nella tecnologia, con rischi e implicazioni potenzialmente a cascata per la sicurezza economica, militare e sociale.
  • Si accentuerà l’erosione della fiducia nei governi e nelle istituzioni ed il “divario di fiducia” tra i cittadini meno abbienti ed i ceti più istruiti e meglio informati della popolazione.

Sebbene il Global Trends sia necessariamente più speculativo della maggior parte delle valutazioni di intelligence, si basa sui fondamenti delle competenze analitiche del Strategic Futures Group che ha elaborato il documento: “noi sviluppiamo argomenti che sono fondati sui dati e adeguatamente raccolti ed analizzati; mostriamo il nostro lavoro e spieghiamo ciò che sappiamo e non sappiamo; prendiamo in considerazione ipotesi alternative e consideriamo gli errori; e non sosteniamo posizioni politiche o preferenze.

Per quanto concerne i cinque scenari su come potrebbe essere il mondo nel 2040, il Global Trends riflette la prospettiva del National Intelligence Council su queste tendenze future, ma non rappresenta il punto di vista ufficiale e coordinato della Comunità di intelligence degli Stati Uniti né la politica degli Stati Uniti.

Gli scenari di questa settima edizione rappresentano un quadro abbastanza cupo del futuro del mondo – A More Contested World – per l’appunto, a causa della pandemia che ha incrementato le disuguaglianze economiche, messo a dura prova le risorse degli Stati e le scelte politiche dei governi, ed alimentato sentimenti nazionalisti.

Lo scenario più pessimistico (il quinto) – “tragedia e mobilitazione” – postula come la pandemia generata dal virus Covid-19, il riscaldamento globale e le ripercussioni sull’ambiente potrebbero devastare le forniture alimentari globali, provocando rivolte, migrazioni di massa e migliaia di vittime.

Il più ottimista (il primo) – un “rinascimento delle democrazie” – raffigura uno scenario nel quale i governi democratici rinsaldando le alleanze ed i valori comuni occidentali si dimostrano più capaci di promuovere la ricerca scientifica e l’innovazione tecnologica, catalizzando un boom economico, che permetterebbe loro di far fronte alle esigenze e pressioni interne, e di contrastare i rivali internazionali.

Questi scenari non devono assolutamente essere intesi come previsioni, ma come strumento analitico per ampliare il campo delle possibilità, esplorando varie combinazioni di come le “forze strutturali” esaminate (demografia, ambiente, economia, e tecnologia), le dinamiche emergenti ed i fattori di incertezza potrebbero influenzare gli eventi futuri ed interagire.

Global Trends 2040 fornisce un quadro analitico caratterizzato da molte incognite all’amministrazione Biden, e gli Stati Uniti dovranno tornare ad esercitare la loro leadership per concentrarsi sulle sfide globali, investendo su alleanze consolidate, istituzioni internazionali, il rilancio delle relazioni con la UE e stimolare la crescita economica, che è la chiave per evitare che gli scenari più drammatici ipotizzati in questo report si concretizzino.

 

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