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Come il centrodestra con Michetti vuole conquistare Roma

di

forza italia

Mosse e obiettivi del centrodestra a Roma con Michetti e Matone. La nota di Paola Sacchi

 

Se dal fronte opposto giallo-rosso, con Roberto Gualteri (candidato del Pd, che dovrà essere sancito dalle primarie) e il sindaco Virginia Raggi, anche lei in campo, sembrano rispondere sulla difensiva, tirando fuori pure “le camicie verdi” della vecchia Lega Nord per cercare di sminuire Matteo Salvini, che propone per Roma un futuro da “capitale green”, il centrodestra riparte su Roma unito all’attacco, con proposte, critiche dure ma senza sfottò per gli avversari politici. Ai quali in serata si aggiunge una battuta non felicissima di Raggi nei confronti di Vittorio Sgarbi, candidato a assessore alla Cultura.

Si respira invece venerdì 11 giugno un clima quasi di festa e comunque di maggiore tranquillità al Tempio di Adriano. Enrico Michetti, che riscuote le simpatie anche di osservatori esterni che di centrodestra non sono, alla fine quando esce, con un’espressione sorridente ma anche con un pizzico di sano realismo romano del tipo “se po’ fa’ “, si fa fotografare tra le colonne del Tempio.

Luogo perfetto per i suoi un po’ roboanti richiami a Roma Caput mundi. Ma, appunto, l’uomo, anzi “il tribuno” come lo chiamano, ha in realtà l’aria tipica di chi tiene i piedi molto per terra. A lui la sinistra non può rimproverare un passato di destra e quindi ecco perché si rivanno a scovare le “camicie verdi” della Lega che fu, che peraltro a Roma di fatto non esisteva.

“Michetti chi, come lo hanno sfottuto – ricorda una soddisfatta Giorgia Meloni, leader di FDI, riuscita a mandare a segno la sua proposta che a lungo ha trovato perplessi gli alleati di Lega e di FI – è un professore, uno dei più importanti avvocati amministrativisti d’Italia, che ha fondato la ‘Gazzetta Amministrativa’, uno che risolve e ha risolto problemi a tanti sindaci”.

Accanto a Michetti, che ha avuto anche la nomina di Cavaliere al merito della Repubblica, l’altro pezzo da novanta messo in campo dal centrodestra, il magistrato Simonetta Matone, candidata prosindaco, molto voluta da Lega e Forza Italia.

Quella stessa Matone che al segretario del Pd Enrico Letta replica con stupore: “Letta con la sua polemica sui magistrati candidati mi sorprende: fu proprio lui a nominarmi capo del dipartimento degli Affari di Giustizia, ruolo già ricoperto da Giovanni Falcone”.

Matone ricorda solo questa notizia senza entrare nel merito di inevitabili polemiche sul fatto che certamente è stata finora la sinistra a registrare il maggiore ingresso di magistrati in politica.

Partono in sala subito le previsioni che danno tra gli osservatori Michetti di sicuro al ballottaggio. Un notista politico di lunga esperienza, che di campagne elettorali anche a Roma ne ha seguite molte, nonché giornalista parlamentare della grande radio privata nazionale RTL, come Alberto Ciapparoni, invita a non sottovalutare la capacità di presa mediatica del professor Michetti attraverso “la seguitissima nella capitale Radio-Radio”, dove il candidato sindaco ha una rubrica.

“Di una cosa mi sento abbastanza sicuro: io credo che Michetti arriverà al ballottaggio”, pronostica il collega Ciapparoni. Resta nel sottofondo il tema della federazione di centrodestra di governo tra Lega e FI di cui Salvini parla poi nel pomeriggio con Silvio Berlusconi.

Ma di fatto a Roma, intanto, è andata in scena una maggiore unità del centrodestra che, come dice Antonio Tajani, “quando ci si mette fa sempre sintesi”. Ora però l’altro cruciale appuntamento è per il candidato a Milano.

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