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Come Germania e Olanda armeranno l’Ucraina

Perché la decisione della Germania di fornire semoventi di artiglieria all’Ucraina è (davvero) importante. Tutti i dettagli nell’approfondimento di Giovanni Martinelli

 

La notizia era nell’aria da giorni. Eppure, per quanto per l’appunto anticipata da diversi organi di informazione, il fatto che non avesse trovato ancora conferme ufficiali aveva finito con l’alimentare dei dubbi; a fugare i quali alla fine è stata infine la stessa Ministra della Difesa Tedesca che ha infine annunciato una decisione doppiamente importante.

Berlino fornirà infatti all’Ucraina 7 semoventi di artiglieria PzH 2000 (Panzerhaubitze 2000) all’Ucraina, il tutto nell’ambito di un programma congiunto con l’Olanda che ne metterà a disposizione altri 5. In totale, saranno dunque 12 i mezzi di questo tipo che saranno inviati nel Paese oggetto dell’aggressione da parte della Russia.

Prima però, e sempre in Germania, sarà avviato un corso di addestramento per il personale delle Forze Armate Ucraine che sarà chiamato a impiegare i semoventi. Nel frattempo, sia i mezzi Tedeschi sia quello Olandesi saranno sottoposti a una serie di lavori necessari per riportarli in condizione di perfetta efficienza. Per quanto riguarda infatti quelli forniti da Berlino infatti, si tratterà di semoventi tratti da quella aliquota attualmente non in servizio in quanto in attesa di riparazioni. Mentre per quelli Olandesi, si tratta di quelli posti da tempo in riserva.

Difficile dunque fare ipotesi sul possibile dispiegamento in Ucraina, perché tra addestramento (di un sistema comunque complesso e sofisticato), messa in efficienza dei mezzi ed eventuali adattamenti alle esigenze delle Forze di Kiev, si parla comunque di diverse settimane prima che questi possano essere prevedibilmente impiegati in azione.

Come si diceva, la decisione Tedesca è signficativa per 2 ragioni.  La prima è di natura più operativa. Quello in questione è infatti uno dei semoventi più moderni nonché capaci della sua categoria; di produzione proprio Tedesca (più precisamente, dal consorzio Krauss-Maffei Wegmann e Rheinmetall) è stato adottato da 8 diversi Paesi, tra cui anche il nostro (che peraltro potrebbe anche avere un ruolo nell’operazione Tedesco-Olandese).

Con un peso in ordine di combattimento di oltre 55 tonnellate, il PzH 2000 dispone di un pezzo di artiglieria da 155 mm e ben 60 colpi a bordo.  Altra caratteristica importante, la cadenza di tiro di 10 colpi al minuto; anche se possono essere sparate “raffiche” di 3 colpi in 9 secondi. Questo significa che, grazie alle sue doti di mobilità, un PzH 2000 si può posizionare, sparare diversi colpi e spostarsi di nuovo (per non essere a sua volta colpito) nel giro di pochi minuti. A seconda dei proiettili utilizzati, si possono inoltre raggiungere gittate tra i 30 e gli oltre 45 km.

È peraltro da evidenziare che proprio il settore di quello che in termini tecnici si definisce “long range fires”, cioè i sistemi di artiglieria e i lanciarazzi, è quello di maggiore attenzione nell’ambito delle attuali forniture militari a Kiev. Da una parte, con Paesi dell’Est Europa che ne stanno fornendo con caratteristiche tali da essere facilmente impiegabili dalle Forze Ucraine, in quanto già in uso presso di esse.

Dall’altra ne stanno affluendo però anche altri di origine Occidentale, decisamente più moderni,  come i 100 pezzi di artiglieria trainati sempre da 155 mm del tipo M777 (90 dagli USA, 6 dall’Australia e 4 dal Canada); questo mentre a breve ci potrebbe essere la fornitura di 12 semoventi ruotati Caesar dalla Francia sempre da 155 mm e, forse, anche altri semoventi (sia pure meno recenti) da altri Paesi della NATO. 

Uno sviluppo interessante, perché così non solo  aumentano le capacità delle forze di Kiev ma, di più, perché ciò potrebbe preludere all’impiego anche di munizioni guidate di precisione. Il che, evidentemente, costituirebbe un notevole aumento delle loro capacità belliche.

Il secondo aspetto rilevante è di natura più “politica”. Fin dalle fasi immediatamente precedenti l’inizio del conflitto e poi in quelle successive, Berlino è finita spesso al centro delle polemiche per una sua eccessiva titubanza proprio sul fronte degli aiuti militari all’Ucraina; in parte anche fondate.

Quello che però è successo proprio nelle ultime 2 settimane segna invece una svolta. Dapprima l’autorizzazione alla fornitura di 50 semoventi antiaerei Gepard e ora quella di 7 PzH 2000; certo, si potrà obiettare che altri Paesi hanno fatto (talvolta molto) di più. Per Berlino però, per le sue posizioni tradizionali e per la sua storia degli ultimi decenni, il salto di qualità è (evidentemente) perfino “enorme”.

In questo senso, quello che sta accadendo in Germania diventa quasi una lezione per il nostro Paese, sempre più attardato in un dibattito tra il grottesco e il surreale, sterilmente rinchiuso in una banale discussione tra “armi pesanti/offensive e armi leggere/difensive”. Insomma, se ora anche Berlino ci supera (decisamente) in quanto a quantità e qualità dello sforzo in termini di aiuti militari all’Ucraina, allora vuol proprio dire che…

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