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Europee 2019, come sarà l’Europarlamento sulla base dei sondaggi di Politico Europe

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Ecco come cambieranno gli equilibri nel Parlamento di Strasburgo dopo le elezioni europee. L’articolo di Eleonora Poli nell’ambito dell’Osservatorio Iai/Ispi

Negli ultimi decenni, il Parlamento europeo ha visto perlopiù alternarsi alla sua guida il Partito popolare europeo (Ppe) del centro-destra e i socialisti e democratici (S&D) del centro-sinistra.

CHE COSA SUCCEDERA’ DOPO IL 26 MAGGIO ALL’EUROPARLAMENTO

Questo ordine, già messo parzialmente in discussione nel 2014, verrà ulteriormente sovvertito dal voto del 26 maggio e dall’attesa affermazione dello schieramento dei partiti sovranisti.

COME AVANZERANNO I SOVRANISTI

L’avanzata dei sovranisti rappresenta un ulteriore passo in avanti nella crescente rilevanza dei partiti di destra, populisti e anti-immigrazione in Europa. La loro accresciuta presenza renderà necessaria la formazione di ampie coalizioni tra gruppi considerati “tradizionali” per formare una maggioranza per eleggere il presidente della Commissione europea e approvare i futuri commissari.

TUTTE LE NOVITA’ NELLE ISTITUZIONI EUROPEE

L’equilibrio di forze nelle istituzioni europee dipenderà proprio dalla capacità dei partiti tradizionali e di quelli sovranisti di “fare blocco” tra loro in modo da influenzare più efficacemente l’assetto istituzionale dell’Unione.

ECCO GLI ULTIMI SONDAGGI

Secondo i sondaggi di Politico Europe (proiezioni aggiornate al 10 maggio scorso), con circa 170 seggi su 751 (46 in meno rispetto al 2014), il Ppe sarà il primo gruppo politico nell’Assemblea di Strasburgo. Per avere la maggioranza dovrà però necessariamente coalizzarsi con i Socialisti (S&D) che avranno probabilmente 141 seggi (33 in meno del 2014), e con i liberali dell’Alde, formazione che, grazie anche al sostegno del partito del presidente francese Emmanuel Macron, La République En Marche (accreditata di circa 20 eletti), arriverà approssimativamente a 103 seggi (35 in più rispetto al 2014).

LA POSIZIONE DELLA LEGA

A destra, il gruppo guidato dalla Lega di Matteo Salvini (26 seggi circa e primo partito in Italia), l’Alleanza europea dei Popoli e delle Nazioni (Eapn), che comprenderà anche il Rassemblement National di Marine Le Pen (21 seggi) e Alternative für Deutschland (AfD, 11 seggi), dovrebbe raggiungere 76 seggi ed essere quindi il quarto gruppo politico nel Parlamento. Il gruppo dei Conservatori e riformisti (Ecr, di cui fanno parte i Tories britannici e Fratelli d’Italia), con 59 seggi, potrebbe diventare un alleato chiave per Salvini.

IL RUOLO DEI 5 STELLE

Dopo lo sfaldamento dell’Europa della Libertà e della Democrazia Diretta (Efdd), dovuta alla dipartita del partito anti-Ue britannico Ukip, il Movimento 5 Stelle non ha un gruppo di riferimento. I grillini, che potrebbe raggiungere quota 18 seggi, avranno un peso politico rilevante e per questo risulterebbero ingombrante e difficilmente assimilabile all’interno di gruppi più piccoli, come quello dei Verdi (55 seggi), con cui pur condivide alcune cause. Il M5S potrebbe quindi cercare di creare un nuovo gruppo trovando il sostegno di altri partiti, a patto che rappresentino almeno sette Paesi membri.

 

Estratto di un articolo pubblicato su affarinternazionali.it, nell’ambito dell’Osservatorio IAI-ISPI sulla politica estera italiana.

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