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Che diavolo succede a Cipro

Vero o artato lo scandalo corruzione a Cipro? Estratto dal Mattinale Europeo.

Il suo capo di gabinetto si è dimesso, sua moglie ha lasciato l’incarico alla guida di un’organizzazione benefica: la presidenza cipriota del Consiglio dell’Ue inizia con una grave crisi politica per il presidente Nikos Christodoulides.

IL DANNO POLITICO PER CHRISTODOULIDES

La scorsa settimana è apparso online un video che mostra il suo capo di gabinetto e altre personalità influenti dell’entourage di Christodoulides impegnati in colloqui con presunti investitori non identificati. Nel video si discute di come comprare un accesso al presidente e favori politici in cambio di donazioni a suo favore o alla fondazione per bambini e giovani in difficoltà, presieduta dalla first lady, Philippa Karsera. Tra le altre cose, un uomo d’affari russo avrebbe utilizzato questo metodo per farsi cancellare dalla lista delle sanzioni dell’Ue contro la Russia. Dopo quattro giorni di silenzio, lunedì Christodoulides ha parlato alla stampa e ha respinto le accuse. “In momenti di crisi come questo, ogni leader, se ha le mani pulite, deve restare calmo. Io sono qui. Prendo una posizione pubblica. Non ho nulla da temere”, ha detto.

Ma il danno politico per lui e per il suo governo è ormai fatto. Il capo di gabinetto e cognato del presidente, Charalambos Charalambous, si è dimesso. Lo stesso ha fatto Karsera, che ha lasciato la guida della fondazione dopo forti pressioni politiche, per riguardo verso la sua famiglia, oggetto di violenti attacchi pubblici. Le autorità cipriote hanno avviato un’indagine per determinare l’origine del video anonimo, che resta misteriosa. Il filmato è stato reso pubblico attraverso l’account X di una persona presumibilmente fittizia di nome “Emily Thompson”, che si presenta come “analista indipendente, commentatrice ed educatrice”. L’account è stato creato nel luglio 2022 nel Regno Unito, ma ha iniziato a pagare solo lo scorso dicembre per ottenere la spunta blu, che consente di acquistare una maggiore visibilità sulla piattaforma di Elon Musk.

Pubblicamente, il governo sta cercando di presentare la diffusione del video come un’operazione di disinformazione pianificata da una terza parte. “Siamo un paese piccolo e quindi un bersaglio facile. La tempistica non è una coincidenza. Questo è stato pianificato da mesi”, ha dichiarato mercoledì a Nicosia il ministro degli Esteri Constantinos Kombos, durante un incontro con i corrispondenti da Bruxelles in occasione dell’inizio della presidenza cipriota del Consiglio dell’Ue. “È in corso un’indagine. Allo stesso tempo, non ci faremo distrarre. E in nessun caso la nostra politica estera sarà influenzata da chiunque sia dietro a questi tentativi”.

IL PROBLEMA DEL FINANZIAMENTO DEI PARTITI

Questa vicenda illustra un problema fondamentale per l’UE per quanto riguarda il finanziamento dei partiti politici, ha detto al Mattina Europeo Flora Creswell di Transparency International. “Queste tendenze si osservano in tutti i paesi dell’Ue”, ha spiegato Creswell, facendo riferimento allo scandalo che alcuni anni fa ha coinvolto deputati tedeschi accusati di aver accettato tangenti dal governo azero, e al Qatargate, l’affare relativo alle presunte corruzioni di eurodeputati da parte dell’emirato.

“Il governo deve prendere la questione sul serio e non limitarsi a indagare sull’origine del video, ma verificare anche se vi sia un fondamento nelle accuse”, ci ha detto Creswell. Questo è particolarmente importante in vista delle elezioni parlamentari del 24 maggio, poiché invierebbe “un segnale forte da parte del governo per ricostruire la fiducia”.

CIPRO DOVREBBE IMITARE IL MODELLO FRANCESE?

Creswell consiglia a Cipro di creare un registro pubblico e accessibile in cui le donazioni politiche siano registrate in tempo reale. Il sistema francese potrebbe fungere da modello, anche per altri Stati membri dell’Ue, aggiunge. Questo consentirebbe ai governi, soprattutto nel periodo cruciale immediatamente precedente alle elezioni, di dimostrare che non esistono flussi finanziari opachi. “Scandali di questo tipo sono un campanello d’allarme per tutta l’Europa. Senza una maggiore trasparenza nel finanziamento dei partiti, esiste un rischio costante che denaro opaco proveniente dall’estero eserciti un’influenza. E una falla in uno Stato membro può avere conseguenze enormi per tutti gli altri”.

(Estratto dal Mattinale europeo)

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