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Chi c’era e chi non c’era ad Hammamet per ricordare Bettino Craxi

Hammamet Craxi

Le iniziative ad Hammamet della Fondazione Craxi raccontate da Paola Sacchi

 

Silvio Berlusconi, ricorda Stefania Craxi, ringraziandolo, “c’è sempre stato, nella buona e nella cattiva sorte, in tutti questi anni non è mai  venuto meno il suo ricordo commosso”. Lui e “l’amico Bettino”, uniti in una visione di “modernizzazione del Paese che ha finito per porre sul loro cammino gli stessi avversari, i sacerdoti di una falsa rivoluzione che non hanno esitato a utilizzare la leva della giustizia a mo’ di clava per fermare il cambiamento”.

Ma stavolta a Hammamet per le iniziative della Fondazione Craxi, istituita in memoria del padre dalla senatrice di FI, presidente della commissione Esteri e Difesa di Palazzo Madama, accanto a Stefania, a Bobo Craxi, alla famiglia dell’ex premier e leader del Psi per il ventitreesimo anniversario della sua morte a 65 anni in Tunisia, non c’è solo Forza Italia, rappresentata dai vertici parlamentari e di governo, con i capigruppo di Senato e Camera, Licia Ronzulli, che legge il messaggio di Berlusconi, e Alessandro Cattaneo, il deputato Alessandro Battilocchio e Maria Tripodi, sottosegretario agli Esteri, il cui titolare Antonio Tajani aveva già omaggiato Craxi in visita ufficiale dal presidente tunisino Saied.

In Tunisia sono giunte anche le delegazioni ufficiali della Lega di Matteo Salvini, con il vicecapogruppo al Senato Nino Germanà e il deputato Anastasio Carrà. Parole nette quelle di Germanà, numero due del capogruppo Massiliano Romeo in Senato: “Craxi è stato una grande figura politica che ha segnato una parte importante della storia politica del nostro Paese. È stato ingiustamente criticato e condannato. Ecco,  io penso che la cosa peggiore che si possa fare a un politico come lui è quella di averlo accusato di corruzione, perché in politica un’accusa del genere equivale a quella di un omicidio”. Parole che richiamano quelle già pronunciate per primo da Tajani.

È lo stesso leader della Lega, vicepremier, ministro delle Infrastrutture e Trasporti, a rendere omaggio in serata a Craxi, mandando a Hammamet un messaggio in cui sottolinea che “difese grandezza e sovranità dell’Italia” e invia “un pensiero ai familiari, agli amici e ai compagni di battaglie e ideali”.

Ad Hammamet c’è anche Ettore Rosato, per Italia Viva di Matteo Renzi, che ricorda Tangentopoli e sottolinea il valore del primato della politica, della vita dei partiti che quella stagione, pur “ponendo il tema dell’innovazione”, travolse. Rosato sottolinea con chiarezza il discorso di Craxi,  “un grande riformista”, che denunciò il problema del finanziamento illegale alla politica, “nel silenzio di tutti, mentre tutti sapevano, opposizioni di allora comprese”.

Berlusconi pone al centro il tema giustizia, la cui riforma è oggetto del dibattito politico. Avverte che “l’esilio di Craxi è un monito all’uso politico della giustizia”. Scrive l’ex premier e leader azzurro: “Nell’anniversario della scomparsa del mio amico Bettino Craxi, voglio ancora una volta unirmi con profonda commozione al ricordo dei familiari, degli amici, dei compagni di lotte politiche, di quanti lo conobbero e poterono apprezzarne le grandi qualità intellettuali, politiche ed umane. A 23 anni dalla scomparsa del leader dei Socialisti italiani, la figura di Craxi non perde di attualità e al tempo stesso si delinea con sempre maggiore chiarezza il suo profilo di grande protagonista della storia del nostro Paese”. Berlusconi sottolinea: “Il dramma degli ultimi anni della sua vita, gli anni dell’esilio, va ricordato come monito sugli effetti perversi dell’uso politico della giustizia”.

A Craxi il Cav dà il grande merito politico di aver sottratto “il socialismo italiano al disegno egemone del Pci, ancora legato all’Unione Sovietica”, di aver “fatto nascere un’area riformista di sicuro profilo democratico e occidentale, che nel nostro Paese era sempre stata molto debole”. E ancora: “Rompendo l’innaturale alleanza consociativa del ‘compromesso storico’ ha salvaguardato e rafforzato la democrazia nel nostro Paese. Ponendo per primo l’esigenza di profonde riforme istituzionali ha colto prima degli altri i segnali di crisi di un sistema istituzionale bloccato che stava perdendo non solo di efficienza ma anche di rappresentatività dell’opinione pubblica”. Berlusconi rivendica il ruolo di FI come “casa del socialismo riformista”, del cattolicesimo democratico, delle istanze “liberali e garantiste” e ricordando la scritta che Craxi volle sulla sua tomba, con bandiera italiana e tunisina, “la mia libertà equivale alla mia vita”, osserva che la figura di Craxi ancora oggi è fonte “di ispirazione”.

Stefania Craxi ringrazia tutti:  “Non siamo più soli nel ricordo di mio padre. Anche quest’anno Hammamet si è riempita di amici e compagni giunti dall’Italia per rendere omaggio alla memoria di Bettino Craxi. Ogni volta è un’emozione vederli nel piccolo cimitero cristiano ai piedi della Medina, accanto ai tanti tunisini presenti, che pure loro non hanno mai dimenticato ‘monsieur le President’ “.

Accanto a Stefania al cimitero cristiano il sindaco di Hammamet, Moez Mrad, e Hamida Guembri, l’inseparabile assistente tunisino di Craxi, che compare anche nel film “Hammamet”. Stefania sottolinea che  “anche quest’anno, poi, la politica italiana ha celebrato la figura dello Statista che ha dedicato la vita al suo Paese”. “Ed è per questo – prosegue – che rivolgo un ringraziamento sentito ai rappresentanti dei partiti e dei gruppi parlamentari presenti qui in Tunisia”.

Nel pomeriggio nella chiesa cristiana di Hammamet viene celebrata una Messa a suffragio del “fratello Bettino che amò molto questa terra, che lo accolse, dove fu chiamato alla Casa del Padre”, dice il sacerdote. Poi, proiezione del cortometraggio “Un giorno a New York”, un filmato realizzato da Pasquale Squitieri, che seguì Craxi, rappresentante personale del Segretario Generale dell’Onu, Perez De Cuellar, il giorno che illustrò all’Assemblea generale delle Nazioni Unite, tra i grandi della terra, il suo rapporto sull’abbattimento del debito pubblico per i Paesi in via di Sviluppo. Il divario tra il Nord e il Sud del mondo. “Un tema rimasto più che mai drammaticamente attuale”, dice Nicola Carnovale, direttore generale della Fondazione Craxi, che ha organizzato anche una mostra nella Medina dei dipinti dell’artista Deanna Frosini sul “Pantheon socialista”, i cui quadri erano nella sala della direzione del Psi in Via del Corso a Roma, poi donati alla Fondazione Craxi, presieduta da Margherita Boniver.

Carnovale ricorda la presenza tra i più di cento che si sono recati al cimitero cristiano di Hammamet di molti giovani e giovanissimi: “Altro che reduci e operazione nostalgia come hanno scritto alcuni giornali in Italia”.

La presenza di Rosato di Iv fa oggettivamente risaltare ancora di più, ancora una volta l’assenza del Pd, ad eccezione di alcune presenze ma solo a titolo individuale tre anni fa per il ventennale. La Craxi è sferzante sulla crisi del Pd: “Magari potrebbero chiedersi se non aver fatto mai i conti con Craxi e con la loro storia non li abbia portati a questo punto”.

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