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Che cosa si sono detti Prodi e Bachelet a Ginevra sull’azione Onu pro Internet

di

Cop21

Non ci sono soltanto i Pentastellati che battono mediaticamente sul tema della connettività e del digital divide.

Senza tambureggiamenti sui social, si muove sotto traccia l’ex presidente della Commissione europea Romano Prodi con la sua Fondazione per la collaborazione tra i popoli.

Da due anni la fondazione presieduta da Prodi sta facendo una sorta di azione di lobbying sulle Nazioni Unite per arrivare all’attribuzione del titolo di Diritto Umano alla connettività Internet con il sostegno del rappresentante italiano permanente all’Onu, l’ambasciatore Sebastiano Cardi.

Per questo lo scorso 31 gennaio l’ex presidente della Commissione europea ed ex premier ha incontrato a Ginevra Michelle Bachelet, già presidente del Cile, neo eletta Commissario Speciale Onu per i Diritti Umani.

Oltre a una panoramica dei gravi problemi di ‘diritti umani’ in tante parti del mondo, si legge sul sito della fondazione prodiana, “l’incontro è servito ad aggiornare il nuovo Commissario su un argomento sempre più importante in tutto il mondo, quello della non uniforme diffusione di internet a livello globale”.

Internet si sta ora spostando dal servizio commerciale alla pubblica utilità, ma oltre tre miliardi di persone non hanno ancora alcuna connessione. Il collegamento di questi tre miliardi rappresenta una sfida non solo per questioni legali (che includono la privacy e le licenze) ma anche umane quali la necessità di regole precise per la protezione di minori e il coinvolgimento delle donne, aggiunge la fondazione.

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