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Che cosa si sono detti Matteo Salvini e Marine Le Pen su Europa, Africa e non solo

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“La rivoluzione del buonsenso arriverà in tutta Europa”, assicura Matteo Salvini durante l’incontro a Roma con la leader del Rassemblement National, Marine Le Pen, che si è svolto stamattina nella sede dell’Ugl moderato dal giornalista del Tempo Antonio Rapisarda e introdotto da Francesco Paolo Capone.

Punta il dito Matteo Salvini, mentre lo spread Btp-Bund sale a quota trecento: “Se una manovra economica come quella che stiamo facendo viene bloccata per ragioni ideologiche, se c’è il diritto al lavoro, il diritto alla pensione, questo viene prima di qualsiasi ragionamento. La vera sfida è la lotta all’infelicità e alla precarietà. I nemici dell’Europa sono coloro che sono asserragliati nel bunker di Bruxelles”, lanciando la sfida diretta a Juncker e Moscovici.

“Dietro lo spread di questi giorni c’è una manovra di speculatori. Puntano al crollo del paese per comprarsi a saldo le aziende – ha continuato il vicepremier e ministro dell’Interno – Non torneremo indietro, lo dico a nome del governo. La gente ci chiede di avere meno tasse. Chi pensa di speculare sull’economia italiana, perde tempo e denaro. Da maggio avremo a Bruxelles chi aiuterà questo processo di crescita e non chi è al soldo delle grandi lobby.

“Le politiche di rigore in Italia hanno aumentato il debito di 250 miliardi. Ora è il momento di fare il contrario: fare manovre di crescita per creare lavoro – ha affermato Salvini rispondendo ad una domanda-  Non voglio pensare che a Bruxelles, a Berlino o nelle agenzie di rating possano bocciare la manovra per fermare il governo del cambiamento, che può essere modello per tutta l’Europa. Da qui a Maggio i popoli europei se ne renderanno conto, a prescindere dai richiami che arriveranno da Bruxelles”.

Le Pen ha sostenuto questo nuovo modo di intendere l’Europa: “Pensiamo agli effetti della delocalizzazione selvaggia. Prima ai paesi dell’est, poi in Cina, poi in Bangladesh. Noi vogliamo un modello economico basato sulla lealtà degli scambi e sulla dignità dei lavoratori”, ha rimarcato: “L’Unione Europea ha avuto la crescita più debole negli ultimi 10 anni e la povertà al contempo è aumentata. La disoccupazione di massa è una fatalità inarrestabile. L’UE si è ammantata di valori che poi ha calpestato: la libertà, la democrazia, la solidarietà. A maggio emergerà un’Europa diversa”.

Una rivoluzione che passa per le elezioni europee, in cui – ha affermato Salvini – con Marine Le Pen “stiamo lavorando assieme ad un progetto comune di Europa. Questo fronte della libertà lavorerà per un progetto comune. Candidati comuni per i ruoli più delicati.”

“Già in seno al Parlamento Europeo abbiamo creato un gruppo comune – ha detto Le Pen – speriamo di aumentare la nostra influenza per attuare la nostra rivoluzione democratica e pacifica”.
Incalzato sulla possibilità di comporre liste unitarie “nazionaliste” in Europa, Salvini ha voluto specificare che “non posso imporre una lista comune con paesi diversi e culture diverse. Ognuno esprimerà la propria vittoria ma poi ci uniremo a Bruxelles”.

Orban è un alleato, ma gli ungheresi decideranno per se stessi – ha approfondito – il Partito popolare Europeo presto avrà un congresso, in cui il segretario della Lega spera potranno
mettere in discussione il mantenimento del fronte della maggioranza fra PPE e Partito Socialista Europeo.

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