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Che cosa (non) ha deciso il G7

G7 Clima

La dichiarazione finale dei 7 appare molto sintetica, quasi vaga. Il punto di Chiara Oldani

 

I leader dei paesi del G7 si sono riuniti da venerdì a domenica in Cornovaglia e hanno trattato temi centrali per la cooperazione internazionale economica e politica.

La dichiarazione finale dei 7 appare molto sintetica, quasi vaga.

I leader concordano sulla necessità di lottare contro gli effetti della pandemia, del cambiamento climatico, per sostenere la ripresa economica e la prosperità.

Niente di specifico sul come, quando e dove.

Più sostanziale l’accordo sulla salute, siglato nella giornata di sabato; il ‘100 Days Mission’, firmata da Melida French, ‘quasi’ ex moglie di Bill Gates, e Patrick Vallance è un accordo globale per instaurare un sistema di early warning e crisis management che permetta di rispondere in soli 100 giorni a crisi future.

Il primo ministro italiano ha sintetizzato le misure economiche per la ripresa e resilienza, grande apprezzamento da parte degli altri leader sulle sue capacità come economista, leader ed ex banchiere centrale che ha saputo gestire brillantemente la crisi finanziaria globale. Grazie al suo successo ha guidato i lavori della riunione dei Leader.

Oltre a mettere in mostra le bellezze naturali della Cornovaglia, il primo ministro inglese ha messo sul tavolo un tema caldo di politica nazionale: i confini del Regno Unito.

Con l’accordo di uscita dall’Ue, l’isola dell’Irlanda si trova in una condizione complessa, dove tra Irlanda e l’Irlanda del Nord esiste una barriera fisica, oltre che politica, non gradita.

L’Irlanda del Nord è stato il solo argomento divisivo e ostico per Bojo durante il meeting e durante i 30 minuti del question time di domenica pomeriggio.

BoJo vorrebbe rivedere i termini dell’accordo Brexit per permettere una sostanziale continuità tra gli irlandesi.

La presidente della Commissione Europea Von Der Leyen gli ha risposto che l’accordo è stato siglato da lui e non è modificabile.

Bojo ha, quindi, sostenuto che bisogna essere pragmatici in politica, non legati alle rigide norme.

Il presidente Macron alla stessa domanda ha risposto che, essendo pragmatici, la Brexit è la Brexit, facendo adirare il Ministro degli esteri inglese.

Bojo voleva ritornare a Londra con in tasca una promessa di confini irlandesi ammorbiditi, torna invece con le pive nel sacco.

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