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Che cosa lega Salvini e Bolsonaro

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Il commento di Edoardo Narduzzi sul successo di Bolsonaro in Brasile al primo turno con un parallelo su Salvini in Italia

Jair Bolsonaro ha quasi vinto al primo turno le elezioni presidenziali brasiliane. Si tratta dell’ennesima affermazione di un movimento politico e di un personaggio qualificati come populisti dagli analisti tradizionali. E si tratta dell’ennesimo esempio in una grande economia del pianeta, quale il Brasile è, che certifica come oggi, ad essere disallineate con il contesto sociale, sono più le cosiddette élite, formate e selezionate per gestire un mondo da ceto medio che non esiste, che gli elettorati dei vari paesi. Si potrebbe perfino dire, senza rischiare smentita dai fatti, che i cosiddetti movimenti populisti sono diventati il new normal della politica mondiale.

E questa affermazione ci porta diretti alla situazione dell’Italia dove gli ultimi sondaggi registrato la galoppata al rialzo nelle intenzioni di voto per la Lega di Matteo Salvini, data ora al 34%, ed una sostanziale tenuta del M5S intorno al 30%. Il successo della Lega di Salvini è direttamente correlato alla incapacità dei politici tedeschi quali Angela Merkel, o tedeschi di complemento, come il presidente della Commissione Ue Jean Claude Juncker, di interpretare il cambiamento in corso da qualche anno. È possibile pensare che un’area monetaria non perfettamente integrata possa rimanere in una prolungata situazione di squilibrio senza che ciò non produca effetti politici profondi?

Per la Merkel e per Juncker sì, nel senso che non sono sorpresi del fatto che l’eurozona viva da un decennio una crisi o una Troika dopo l’altra senza avere la forza di rimettere in discussione le contraddizioni dei suoi trattati e delle sue regole. Lo sfondamento elettorale di Salvini è conseguenza dell’ottusità di Berlino, dell’incapacità teutonica di capire che da tempo era iniziata una fase nuova dell’eurozona, dove anche condividere parte dei debiti sovrani diventava inevitabile.

Invece si è preferito schiacciare la costituency di Salvini, che altro non è che la parte più avanzata, competitiva e ricca dell’Italia visto che la Lombardia è prospera quanto la Baviera, senza capire che prima o poi questo avrebbe prodotto una crisi di rigetto. Tanto che oggi, se l’Italia dovesse andare a nuove elezioni, la Lega potrebbe fare l’en plein in tutti i collegi di Lombardia, Veneto e Friuli e portare a casa moltissimo anche in Emilia, Liguria e Piemonte e sfondare perfino al Sud. Innescare l’Italexit dopo la Brexit significherebbe probabilmente il collasso dell’eurozona e dell’Eu, ma la distanza tra l’emergente new norma populista mondiale ed i palazzi della politica di Bruxelles è così ampia che essere preoccupati oggi è più che legittimo.

(articolo pubblicato su Mf/Milano Finanza)

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