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Che cosa ha deciso Berlusconi in Forza Italia

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Tutte le nomine in Forza Italia decise da Berlusconi. I ruoli per Tajani, Bernini e Ronzulli dopo le nomine a sorpresa di Brunetta, Carfagna e Gelmini nel governo Draghi

 

Silvio Berlusconi, dopo aver ribadito con l’intervista di domenica scorsa al Corriere della sera il suo sostegno al governo Draghi, poiché risponde a quella risposta unitaria di cui rivendica il primato, rimette ora al centro Forza Italia. Che nelle cronache era stata descritta attraversata da alcune delusioni per la composizione del governo, dove l’area ritenuta più vicina alla Lega era apparsa oscurata dalla triade di ministri definiti “moderati” (Renato Brunetta, Mariastella Gelmini, Mara Carfagna).

Ma il Cav sgombra il campo da una serie di dietrologie rilanciando la sua “creatura” con una raffica di nomine interne strategiche. In queste spicca quella a coordinatore nazionale proprio di un cofondatore del partito azzurro, suo primo portavoce nel 1994 a Palazzo Chigi, l’attuale vicepresidente Antonio Tajani. Figura simbolica della nascita di FI, uomo decisivo anche in Europa dove ha contribuito all’ingresso di FI nel Ppe e anche al disgelo nei rapporti tra Berlusconi e Angela Merkel.

La nomina di Tajani, che è stato anche presidente del Parlamento Europeo, avviene insieme a quelle di due esponenti di spicco del Senato, che era apparso penalizzato rispetto alla presenza nella compagine governativa di tre deputati.

Vicecoordinatrice azzurra è la presidente dei senatori di FI Annamaria Bernini e alla vicecapogruppo Licia Ronzulli, figura strategica dello staff di Arcore, va la nomina di responsabile dei rapporti con gli alleati del centrodestra, quindi anche con Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni che conferma il suo no al governo Draghi, pur con un’opposizione “responsabile, patriottica”.

Sempre un senatore, Massimo Ferro, sostituirà il ministro della Pubblica Amministrazione Brunetta alla guida interna del Dipartimento economia. Mentre capogruppo pro-tempore alla Camera è Roberto Occhiuto, che si candiderà alla guida della sua Calabria. Il Cav dunque sceglie la strada di rilanciare il partito con innanzitutto un suo cofondatore, Tajani.

Plaudono nel partito alle nomine gli azzurri, a cominciare da Giorgio Mulè, portavoce unico dei gruppi. Stefania Craxi, senatrice FI e vicepresidente della commissione Esteri di Palazzo Madama parla di scelte che, a cominciare da Tajani, vanno nel solco dello spirito “riformista e libertario” del centrodestra, che “nella sua maggioranza” (FI e Lega) fa ora parte del governo Draghi.

Dentro Forza Italia spiegano che non vanno affatto sottovalutati i tre ministeri di FI, perché la Pubblica amministrazione., il Sud (rispettivamente Brunetta e Mara Carfagna) seppur senza portafoglio sono ministeri strategici, direttamente interessati anche al Recovery plan. E più che mai ministero chiave è quello ai Rapporti con le Regioni, affidato a Mariastella Gelmini.

Il Cav dunque con la sua raffica di nomine rimette al centro FI. Per un ex top manager delle sue aziende, amico di antica data dell’ex premier, già esponente di Publitalia, primo embrione di FI, l’ex parlamentare Massimo Palmizio, che è stato anche coordinatore dell’Emilia-Romagna, è tornato il Berlusconi di “Todos Cabarellos”.  “La definizione che Berlusconi da imprenditore usò con noi – ricorda – nominati tutti sul campo dirigenti a pieno titolo di Publitalia”. Spiega Palmizio: “Perché solo alla pari ci chiamò a confrontarci con i dirigenti della Sipra, l’allora concessionaria della pubblicità per la Rai”.

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