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Che cosa fa Conte per tutelare Borsa Italiana dalle mire di Hong Kong? L’intervento di Centemero (Lega)

di

Conte

La Borsa di Hong Kong compra il London Stock Exchange? Quali i rischi per le infrastrutture di mercato di Borsa Italiana? Chiederò al Governo di riferire in Aula alla Camera. L’intervento di Giulio Centemero, deputato della Lega

 

Già qualche mese fa avevo sollevato il caso dopo che Boris Johnson, nel proprio discorso inaugurale, si era detto disposto ad implementare la Brexit anche senza accordo.

Il DL Brexit aveva infatti previsto precauzioni a difesa dei nostri cittadini e imprese, lasciando,  tuttavia, aperte ancora alcune partite come quella riguardante  orsa Italiana che  fa parte del gruppo London Stock Exchange che controlla anche Borsa Italiana

E’ notizia di ieri l’offerta fatta dalla borsa di Hong Kong –  quasi $ 37 miliardi  – per l’acquisizione della stessa che sancirebbe e unirebbe così due dei maggiori hub commerciali del mondo.

Borsa Italiana, le cui infrastrutture di mercato rappresentano un asset strategico per il nostro Paese, sono a rischio di diventare di proprietà di un attore economico extracomunitario? Quali possono essere i rischi legati alle piattaforme che gestiscono il nostro debito pubblico?

Per questo presenterò un’interpellanza al Presidente del Consiglio e al ministro dell’economia  per capire le intenzioni del Governo e chiedergli di riferire in Aula alla Camera.

Questa attuale situazione impone una presa di posizione da parte del Governo italiano e qualunque essa sarà, avrà indubbiamente delle ricadute sulla nostra economia.

Non si può infatti pensare che un’infrastruttura economia di queste dimensioni non abbia all’interno della propria compagine societaria una presenza forte del nostro paese in grado di rappresentarne le esigenze.

Da Borsa Italiana passa tutta l’operatività sui Btp (attraverso Mts) e informazioni riservate sulle maggiori società italiane.

Già in passato la classe politica aveva permesso e tollerato una situazione di totale assenza che oggi ci impone una seria riflessione.

E’ ora che il presidente Conte decida quale dei due “Giuseppi” è: quello che qualche giorno fa ha fatto scattare il golden power sul 5G o quello che ha sostenuto con vigore il MoU con la Cina.

Nella celebre commedia del Goldoni vi è lieto fine, ma lo stesso non sarebbe concesso nel mondo reale all’Arlecchino servitore di due padroni.

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