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Che cosa deve preoccupare Conte

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Conte alle prese con dossier vecchi e nuovi che inducono alla prudenza

Qui scappano tutti: i migranti dai centri di accoglienza e di quarantena, inseguiti ora anche dai militari chiamati dalla ministra dell’Interno; l’orso M 49, chiamato anche Papillon, tra la simpatia forse anche di chi gli dà la caccia nel Trentino con l’aiuto del radiocollare applicatogli  a suo tempo, e la maggioranza di governo che rinvia a settembre un numero crescente di appuntamenti col Parlamento, stremata dalle prove cui non ha potuto proprio sottrarsi in questa fine di luglio per rinviare al 15 ottobre la imminente scadenza dello stato di emergenza virale e per sforare subito di altri 25 miliardi di euro il deficit di bilancio.

Ci sarebbe, in verità, anche la votazione, programmata in questi giorni al Senato, sull’autorizzazione a procedere contro l’ex ministro dell’Interno Matteo Salvini per sequestro di migranti sulla nave Open Arms nell’estate scorsa, ma mi rifiuto per ragioni di principio, o di ingenuità, di  considerare pure questa un’incombenza della maggioranza, per quanto rivendicata da quella attuale, dovendo essa considerarsi invece estranea. Tutti dovrebbero essere considerati liberi, in passaggi del genere, da vincoli di gruppo o di partito. Invece i renziani, tentati già nella competente giunta dalla pur ovvia libertà di coscienza, sono oggi guardati a vista come possibili traditori dai loro alleati nella coalizione giallorossa.

All’abitudine ormai del governo di rinviare anziché risolvere i problemi, di procrastinare le scelte a causa dei contrasti interni, il Corriere della Sera ha dedicato un editoriale critico di Massimo Franco. La cui coda è stata la più velenosa di tutti i passaggi precedenti perché ha colto, diciamo così, in flagranza di contraddizione il presidente del Consiglio Conte in persona, talmente “narciso della popolarità” guadagnatasi nella gestione dell’emergenza virale, nel vertice europeo di Bruxelles e nei sondaggi da non volerla mettere alla prova con decisioni che potrebbero comprometterla. Ma non è per niente detto che proprio i rinvii alla fine la compromettano in modo irreparabile col classico incidente di percorso. Il mitico generale Agosto, che una volta tutto preveniva e risolveva, si fece già sorprendere l’anno scorso con l’esplosione della maggioranza gialloverde.

 

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