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Che cosa chiederà Biden alla Cina sulla Russia

Germania Ucraina

A Roma gli Stati Uniti cercheranno di convincere la Cina ad assumere un ruolo più incisivo nel dossier e a fare di più per convincere la Russia a fermarsi. Il punto di Gianmarco Volpe, global desk chief di Agenzia Nova

 

Lunedì 14 marzo a Roma si vedono il consigliere alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti, Jake Sullivan, e il responsabile della politica estera del Partito comunista cinese, Yang Jiechi.

Anche se non sembra, è una notizia di enorme importanza per gli sviluppi in Ucraina.

Prima di tutto per la rilevanza dei due personaggi che si muovono: Yang è un gradino sopra il ministro degli Esteri Wang Yi nelle gerarchie del Comitato centrale del Partito comunista; Sullivan, allo stesso modo, è per certi versi una figura politica più rilevante rispetto al segretario di Stato Antony Blinken, per il semplice fatto che lavora alla Casa Bianca a stretto contatto con il presidente Joe Biden.

In secondo luogo, è importante il momento. La Cina sta iniziando a mostrare segnali d’insofferenza verso la guerra condotta dalla Russia in Ucraina, che rischia di danneggiare anche i suoi stessi interessi.

A Roma, insomma, gli Stati Uniti cercheranno di convincere la Cina ad assumere un ruolo più incisivo nel dossier e a fare di più per convincere la Russia a fermarsi. Ricordiamo che la Cina è più o meno l’unica cosa che si frappone tra la Russia e l’isolamento totale.

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