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Caso Scieri: la giustizia dopo 22 anni non fa chiarezza. E il comune di Siracusa si rifiuta di dedicargli una strada

Scieri

La lettera di Andrea Armaro, giornalista, già capo della comunicazione al ministero della Difesa

 

Caro direttore,

tre assoluzioni e due rinvii a giudizio sono stati decisi dall’udienza preliminare del processo per la morte di Emanuele Scieri, il giovane paracadutista della Folgore deceduto in circostanze mai chiarite alla caserma Gamerra di Pisa il 13 agosto 1999.

Il Gup dopo, immagino, attente riflessioni, ha disposto il non luogo a procedere per il sottufficiale dell’Esercito Andrea Antico accusato di omicidio volontario aggravato, per non avere commesso il fatto, e per gli ex ufficiali della Folgore, Enrico Celentano e Salvatore Romondia, perché il fatto non sussiste.

Rinviati invece a giudizio i due ex caporali Alessandro Panella e Luigi Zabara. Il processo inizierà ad aprile dell’anno prossimo.

Questa la vicenda giudiziaria ad oggi. Ma al di là del corso della giustizia credo ve ne sia un altro che riguarda la sensibilità umana, storica e culturale: il dovere di ricordare.

Non è forse peccato mortale dimenticare i propri figli caduti mentre prestano servizio per la Repubblica?

Emanuele Scieri, era un giovane militare pieno di vita e di speranze, morto oltre 22 anni fa mentre svolgeva con onore e dignità il proprio dovere garantendo, insieme ad altri, la difesa del Paese.

Oggi la decisione del Giudice amareggia quanti avevano sperato nella ricerca di una verità. Ma amareggia anche la decisione della città di Siracusa, la città di Emanuele,  di non dedicare ad oggi un degno riconoscimento.

Più volte è stato chiesto, anche da autorevoli personalità nazionali, di titolare l’attuale viale Luigi Cadorna (il tanto discusso generale della disfatta di Caporetto) ad Emanuele.

Il sindaco di Siracusa,  sconcertando tutti, ha proposto invece di titolare al siracusano Scieri una caserma di Pisa, la Caserma Gian Paolo Gamerra, medaglia d’oro al valor militare. Una provocazione.

La toponomastica di una città è importante: racconta la sua storia e ne rafforza l’identità ed il senso di appartenenza. È dovere morale, intanto riconoscere ad Emanuele Scieri, siracusano, una degna memoria a Siracusa, la sua amata città.

Andrea Armaro

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