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Cannabis light, ecco il giro d’affari

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Tutti i numeri sulle aziende attive nel settore cannabis light nel mirino della Lega di Matteo Salvini

Cannabis sì, cannabis no.

È questo l’ultimo tema che anima il governo gialloverde.

Da una parte c’è il ministro dell’Interno Matteo Salvini, che ha affermato di voler chiudere i negozi che vendono la cannabis light, dall’altra c’è il Movimento 5 Stelle che è contrario.

Difficile sapere chi vincerà questa querelle, ma quel che è certo è che in ballo c’è un giro d’affari di non poco conto. Andiamo per gradi.

QUELLO CHE HA DETTO SALVINI

“Da oggi è guerra”, ha dichiarato il ministro dell’Interno, annunciando che intende chiudere gli shop di cannabis “via per via, negozio per negozio, quartiere per quartiere, città per città”, tramite una “una direttiva”.

LA LEGGE SULLA CANNABIS

Negli ultimi anni, sul territorio italiano sono sorti numerosi shop in cui si vende la cannabis leggera. Il tutto è regolato dalla legge 242 del 2016, entrata in vigore il 14 gennaio 2017, in cui si autorizza la commercializzazione di prodotti a base di canapa con un basso contenuto di Thc (tetraidrocannabinolo, principio attivo che crea l’effetto psicotropo), cioè inferiore allo 0,6%.

I NUMERI DEL SETTORE

Nonostante i pochi mesi dall’entrata in vigore della legge, il settore vanta un giro d’affari non indifferente. Come si legge su Il Sole 24 Ore, infatti, da gennaio 2017, sono stati aperti mille shop; avviate 800 partite Iva agricole specializzate e inaugurate 1.500 nuove aziende di trasformazione e distribuzione.

Gli addetti del settore sono diecimila e il volume d’affari calcolato dal consorzio del comparto è di 150 milioni di euro nel 2018. Nel 2018 sono stati coltivati in Italia 2500 ettari a canapa e la previsione di chiudere l’anno con un raddoppio delle superfici.

LO SCENARIO

Il danno potenziale derivante da una eventuale chiusura – ha aggiunto il Sole 24 Ore – “si riflette anche sulle stime future: per il 2021 il giro di affari previsto su scala europea è di 36 miliardi di euro, visto il crescente interesse da parte di vari settori tra cui farmaceutica, cosmesi, alimentare, packaging, edilizia e design”.

LA PROPOSTA DI LEGGE DI MANERO

Se Salvini intende chiudere gli shop, il Movimento 5 Stelle invece è favorevole all’utilizzo della cannabis. Il senatore del M5s Matteo Mantero ha presentato una proposta di legge in cui chiede di
depenalizzare l’uso personale e l’auto produzione di cannabis ed in cui si prevede la possibilità di coltivare presso il proprio domicilio o in forma associata fino a 3 piante di marijuana.

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