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Perché Bruxelles torna a sbuffare contro Facebook

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La Commissione Ue chiede a Facebook di aggiornare i termini di servizio, spiegando agli utenti come vengono impiegati i dati raccolti dal gruppo fondato da Mark Zuckerberg 


Bruxelles vs Facebook. La storia si ripete, ancora una volta. La commissaria europea alla Giustizia e alla Tutela dei consumatori, Vera Jourova, è tornata a tuonare contro il social network: nel mirino ci sarebbe la poca trasparenza su come vengono impiegati i dati raccolti online dei 380 milioni di utenti del Vecchio Continente.

Mark Zuckerberg risponde promettendo stretta collaborazione, ma il rapporto tra la Commissione europea e il big tech sembra essere perennemente sulle montagne russe.

COSA CONTESTA BRUXELLES A FACEBOOK

Proviamo a capire meglio quello che succede. Bruxelles contesta a Facebook i termini di servizio di aprile: la piattaforma deve adeguarsi entro fine anno alla richiesta di trasparenza sui termini di utilizzo e i servizi offerti ai suoi utenti. Se questo non dovesse succedere, la Commissione Ue chiederà alle autorità di tutela dei consumatori di intervenire con sanzioni.

LE PAROLE DI VERA JOUROVA

“La mia pazienza ha un limite. Facebook mi aveva assicurato che avrebbe corretto entro dicembre le condizioni contrattuali ingannevoli: questa cosa è andata avanti per troppo tempo. Ora è il tempo di agire, non di fare promesse. Se i cambiamenti richiesti non verranno attuati in pieno entro fine anno, chiederò alle autorità di tutela dei consumatori di agire rapidamente e di sanzionare la società”, ha affermato la commissaria europea alla Giustizia e alla Tutela dei consumatori Vera Jourova.

“Ho avuto un account Facebook per un breve periodo ed è stato un canale di sporcizia. Non mi aspettavo un tale afflusso di odio e ho deciso di cancellarlo, perché ho realizzato che ci sarebbe stato meno odio in Europa, se l’avessi fatto”, ha spiegato la Jourova. “Non voglio, però, evitare di comunicare con la gente, neanche con quelli che mi criticano: ricevo mail e rispondo a coloro che non utilizzano un linguaggio volgare. E’ la mia natura: parlo con tutti, se viene usato un linguaggio normale e decente”, ha concluso la commissaria.

GOOGLE, TWITTER E AIRBNB SI STANNO ADEGUANDO

In realtà, Facebook ha tempo per adeguarsi fino a dicembre. A far spazientire la Commissaria è il fatto che Google, Twitter e Airbnb stanno lavorando per adeguarsi alle norme, mentre Facebook ha fatto “progressi molto limitati”.

FACEBOOK PRONTO A COLLABORARE

Zuckerberg ha risposto alle parole della Commissaria, provando a tranquillizzare gli animi.  “Continueremo la nostra stretta cooperazione”, ha affermato il fondatore della piattaforma social, asscirando tutto il suo impegno “per comprendere le ulteriori preoccupazioni e fare gli aggiornamenti appropriati”.

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