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Chi borbotta in Uk per il nuovo smart working anti Covid

Johnson

Perché Pwc, Kpmg, JP Morgan e Deutsche Bank non sono entusiasti dello smart working annunciato dal premier britannico Boris Johnson

 

Da settimana prossima chi potrà dovrà lavorare da casa. Questo ha ordinato il premier Boris Johnson mercoledì, dopo una giornata burrascosa in cui alla Camera dei Comuni è stato messo sotto torchio dall’opposizione per il caso del presunto party natalizio del suo staff lo scorso anno con il paese in lockdown.

Le nuove restrizioni – invero piuttosto limitate se comparate con quelle degli altri paesi europei – non sono andate a genio al partito Tory. La BBC ha riportato che settimana prossima, quando verranno presentate a Westminster, almeno 30 deputati della maggioranza di Johnson sono pronti a votargli contro e la cifra potrebbe ingrossarsi nei prossimi giorni. Il governo potrà comunque contare sul voto dei Laburisti che, in realtà, chiedono misure ancora più stringenti rispetto alle mascherine al chiuso e al pass vaccinale per i luoghi di ricreazione come cinema, teatri, stadi e così via.

Nelle ultime ore il premier ha incassato anche le lamentele della City, già colpita (ma non affondata) durante le prime fasi della pandemia e poco disposta a desertificarsi nuovamente a causa del work-from-home imposto dal governo.

Kevin Ellis, il capo di PWC UK , una delle big four della consulenza mondiale, ha affermato che “gli uffici della società resteranno aperti per gli impiegati che avranno bisogno di utilizzarli per lavoro o personalmente”. Dicembre è l’alta stagione dell’audit e nello Square Mile gli impiegati sono tornati a lavorare “sul campo” 3 giorni alla settimana.

Anche KPMG, JP Morgan e Deutsche Bank hanno manifestato l’intenzione di tenere le sedi aperte. “Gli incontri di persona non possono essere replicati online”, è la frase più ricorrente nei quartier generali delle banche e delle società della City. Nel frattempo, come riportato da Simon Foy sul Telegraph, sono molto attivi gli avvocati, a cui le società stanno chiedendo lumi su come comportarsi. Anche il variegato mondo del lobbying londinese si è rivolto al ministro per il Business, Kwasi Kwarteng, per chiedere chiarezza sulla durata delle restrizioni.

Quanto a PWC, un employer da 22mila persone in UK, il top management dell’azienda chiede agli impiegati di uscire “discernimento” nel valutare se il loro lavoro richiede la presenza in sede.

La City si era trasformata in una gigantesca ghost-town durante il primo lockdown, un po’ come succedeva durante i week-end quando solo i turisti gremivano le sue strade e gli uomini d’affari tornavano nelle loro lussuose case del Kent o di altre zone della megalopoli londinese come Belgravia o Fitzrovia. Stesso dicasi per la nuova City di Canary Wharf, (che ormai tanto più nuova non è), una specie di Manhattan londinese.

L’impatto della variante Omicron è tutto da valutare, ma le grandi multinazionali UK non vogliono farsi trovare impreparate.

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