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Biden e Trump alla prova delle elezioni di midterm

Midterm

Alle elezioni di midterm negli Stati Uniti, i Repubblicani potrebbero tornare a controllare la Camera ma il loro programma è inconsistente e divisivo per i conservatori stessi, tra i quali potrebbe esserci un trumpiano anti-Trump papabile per la corsa alla Casa Bianca. L’articolo di Daniele Meloni per Tempi

 

Si chiama Commitment to America, Impegno per l’America, lo strumento attraverso cui il partito Repubblicano vuole conquistare l’elettorato Usa in vista delle elezioni di metà mandato del prossimo 8 novembre, che riguarderanno tutti i 435 membri della Camera dei Rappresentanti, un terzo dei senatori e i governatori di alcuni degli stati federali, tra cui la Florida.

Il nuovo manifesto del GOP per le elezioni di Midterm

Il nuovo manifesto del Grand Old Party (GOP) prende spunto dal passato – nemmeno più tanto recente – del partito: nel 1994 il Contract with America, Contratto con l’America, proposto dall’allora leader repubblicano alla Camera, Newt Gingrich, portò il partito a controllare il Congresso e a creare non pochi grattacapi a Bill Clinton. Anche questa volta il proponente è il leader della minoranza repubblicana alla Camera, Kevin McCarthy: attraverso il Commitment conta di ribaltare i rapporti di forza con i Democratici e diventare speaker della Camera, mandando a casa Nancy Pelosi (forse ambasciatrice in Italia?).

Negli ultimi tempi i Repubblicani si sono fatti notare più per la loro opposizione ai Dems che non per delle politiche costruttive e unitarie. Il partito resta diviso tra chi vorrebbe ricandidare Donald Trump alle presidenziali del 2024 e chi vorrebbe che l’influenza dell’ex inquilino della Casa Bianca, coinvolto, peraltro, anche nell’inchiesta sui fatti del 6 gennaio 2021, scemasse definitivamente. Queste Midterm saranno, certamente, un test anche per The Donald.

Un GOP diviso internamente

In effetti, il testo di McCarthy sembra piuttosto breve e con vaghe dichiarazioni politiche. Tagli alle tasse e deregulation per lo sviluppo dell’economia, riduzione della burocrazia per la realizzazione dei progetti energetici, bando dei transgender dagli sport femminili, bonus salari per i poliziotti: queste le proposte. Anche perché a lavorare sul commitment sono stati repubblicani di tendenze talmente diverse che l’approfondimento dei temi avrebbe causato più problemi che altro.

Tra l’ultra-trumpiana cospirazionista Marjorie Taylor Green e la moderata Nancy Mace – due delle menti dietro al manifesto – c’è accordo solo su ciò che serve combattere, non su ciò che c’è da proporre. E McCarthy è consapevole che il GOP sa anche maltrattare i suoi leader alla Camera: nel recente passato gli ultimi due speaker repubblicani, Paul Ryan e John Boehner, sono stati cordialmente messi alla porta.

La discesa in campo di Thiel per le Midterm

Queste Midterm, vedono anche la discesa in campo di Peter Thiel, il miliardario co-fondatore di PayPal e azionista di Meta. Thiel ha sganciato due assegni da 10 milioni di dollari ciascuno per sostenere due senatori che si candidano con i Repubblicani: Black Masters in Arizona, e J.D. Vance in Ohio. Quest’ultimo è l’autore di Hillbilly Elegy – tradotto in italiano con Elegia Americana – vero e proprio manifesto della working class nell’America post-industriale. Thiel, però, avrebbe scelto male i suoi cavalli di battaglia: i due sono dati perdenti, e questo avrebbe creato frizioni con la leadership repubblicana al Senato rappresentata da Mitch McConnell, tutt’altro che sostenitore dei due, considerati troppo filo-trumpiani.

DeSantis punta alla rielezione in Florida

Se per la Camera si prevede una nuova maggioranza repubblicana, mentre per il Senato i Democratici potrebbero tenere, la contesa che riguarda lo stato della Florida sarà il termometro per misurare la popolarità del governatore del Sunshine State, Rick DeSantis, che il Financial Times ha definito «una versione intelligente di Trump». Il 28 settembre scorso lo Stato è stato colpito dall’uragano Ian, che ha causato danni ingenti ai porti e alle abitazioni.

Nulla di nuovo per la Florida, che ha già subito il 40 per cento degli uragani e delle inondazioni che hanno colpito gli Usa. DeSantis si è posto in maniera manageriale per gestire l’emergenza: si è ricordato che in passato i suoi due predecessori, Jeb Bush e Rick Scott, hanno goduto di enorme popolarità quando si sono ritrovati alle prese con fenomeni simili. La sua rielezione non sembra in dubbio, nonostante i problemi nel mercato immobiliare che generano un quinto del Pil della Florida. A quel punto, forte del consenso popolare, DeSantis potrebbe davvero tentare la scalata alla Casa Bianca, proponendosi come trumpiano anti-Trump.

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