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Avio, General Electric e Korshunov, l’altra spy story internazionale che solca l’Italia

Korshunov

Che cosa lega Avio, General Electric e Aleksandr Korshunov, alto dirigente della Odk (società statale russa controllata da Rostec che produce motori) che era stato bloccato dalla polizia italiana?

Non c’è solo il Russiagate che sta creando imbarazzo al premier Giuseppe Conte a collegare il nostro Paese a strane trame russe e statunitensi.

All’ombra di quella vicenda sta infatti montando una seconda spy story che proprio in questi ultimi giorni si è arricchita di un nuovo capitolo e anche di un nuovo arrestato.

Ha a che fare con quell’Aleksandr Korshunov, alto dirigente della Odk (società statale russa controllata da Rostec che produce motori) che era stato bloccato dalla polizia italiana il 30 agosto scorso, appena messo piede all’aeroporto di Napoli, con l’accusa di aver sottratto documenti della statunitense General Electric.

Secondo gli inquirenti dello Stato americano dell’Ohio, la sua finalità era quella di rubare dati e progetti per completare il programma russo Pd-14 per lo sviluppo di un motore per i nuovi aerei civili Ms-21. Ora, proprio nei giorni in cui Mike Pompeo si trovava in visita in Italia, le nostre forze dell’ordine hanno arrestato Maurizio Paolo Bianchi, ingegnere cinquantanovenne di origini abruzzesi. Ma andiamo con ordine.

COSA C’ENTRA L’INGEGNERE CON IL CASO KORSHUNOV

Anche su Maurizio Paolo Bianchi stanno indagando da tempo gli inquirenti dello Stato dell’Ohio. Il 59enne è accusato dai federali di «cospirazione per furto di segreti commerciali commessa negli Stati Uniti e in Italia dal 2013 al 2019». Dopo una notte trascorsa in carcere, la Corte d’Appello di Roma ha concesso a Bianchi i domiciliari. E non si parli del solito lassismo tutto italiano: per i giudici sarebbe stato difficile contestare all’indagato il pericolo di fuga dal momento che l’ingegnere, con residenza in Portogallo, lo scorso 10 settembre, appena venuto a conoscenza della vicenda di Korshunov, è subito rientrato mettendosi a disposizione delle autorità italiane e fornendo in Procura l’indirizzo al quale poi, effettivamente, i Carabinieri lo hanno trovato.

ALCUNI MISTERIOSI RITARDI

Un atteggiamento che farà storcere il naso agli amanti dei libri gialli: l’ingegnere abruzzese non solo non sembra avere nulla da nascondere, ma pare persino avere tutta l’intenzione di chiarire la sua posizione per sfilarsi quanto prima da questa faccenda che, come il Russiagate, collega Mosca e Washington passando per il nostro Paese. E proprio nel nostro Paese aumentano i misteri. A iniziare dal fatto che mentre il secondo indiziato si è messo a disposizione delle autorità italiane il 10 settembre l’arresto è avvenuto solo diverse settimane dopo. Perché? Una dimenticanza? La curiosa decisione di attendere la visita di Pompeo per dimostrare all’amministrazione Trump che Roma lavora alacremente al caso che tanto preoccupa agli USA?

I COLLEGAMENTI CON KORSHUNOV

Ma torniamo a Korshunov. Secondo le indagini condotte dall’Fbi e che hanno spinto i giudici federali a spiccare una richiesta d’arresto, l’ingegnere italiano e Korshunov avrebbero, a partire dal 2013 e fino all’inizio di quest’anno, «cospirato e tentato di rubare segreti commerciali riguardanti progetti, procedure e disegni aeronautici» di proprietà della General Electric Aviation (che ha sede nell’Ohio) e della sua filiale italiana: la Avio Spa, con sede a Torino. Il collegamento tra le aziende lo avevamo già spiegato qui. E proprio all’Avio Bianchi ha lavorato in qualità di business manager per il mercato russo e quello asiatico. Secondo quanto ricostruito dal Corriere della Sera, i progetti utili alla realizzazione di un particolare tipo di riduttore a ingranaggi per motori a reazione sarebbero stati acquisiti dal colosso russo Odk (di cui Korshunov, come si è detto, era dirigente) attraverso la filiale Aviadvigatel, grazie a un contratto proprio con la nuova società dell’ingegnere abruzzese: la Aernova di Forlì. L’italiano – secondo le accuse che arrivano da oltreoceano – avrebbe mediato tra il russo e i dipendenti o ex dipendenti di General electric e Avio, detentori dei segreti.

UN INTRIGO ANCHE GIURIDICO

Ma se la posizione del russo sembra effettivamente scivolosa, il ruoto dell’italiano nella faccenda appare esclusivamente come un rapporto di lavoro. Lo scorso 11 settembre un grand jury federale di Cincinnati ha incriminato Korshunov e Bianchi per i reati di cospirazione a fini industriali e tentato furto di segreti industriali. Da quanto si apprende dagli atti, Korshunov, che nel frattempo si è visto respingere per due volte dai giudici dalla Corte d’Appello di Napoli la richiesta di scarcerazione ed è in attesa del verdetto della Cassazione, in precedenza aveva avuto incarichi pubblici lavorando anche presso il ministero degli Esteri russo. Non è del resto un caso se Korshunov continui a godere del supporto del Cremlino. Putin, infatti, ha in più occasioni affermato che non comprenderebbe l’eventuale decisione italiana di dar seguito alla richiesta di estradizione già avanzata dagli USA. Richiesta che comprenderà anche l’ingegnere italiano. E molti si chiedono come sia possibile estradare negli Stati Uniti un cittadino italiano, considerato che il luogo della presunta commissione del reato è proprio l’Italia, ai danni sì di una realtà americana ma che ha una filiale in Italia. L’intrigo internazionale è servito, quello giuridico anche.

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