“La Russia attacca l’Ucraina ma vuole smembrare l’Europa”. Questa l’analisi di Carlo Calenda, segretario di Azione, ospite di Atreju nel corso del panel “L’impegno dell’Italia per una pace giusta e duratura”, insieme a Luca Ciriani (Ministro per i Rapporti con il Parlamento), Edmondo Cirielli (Viceministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) ed Ettore Licheri (Senatore M5S).
LA RUSSIA VUOLE SMEMBRARE L’EUROPA
L’intemerata di Calenda nei confronti della Russia è feroce. “L’Europa è il posto migliore in cui una persona può vivere. Per dirla con Draghi: whatever it takes, Putin non deve passare. Non sono per mandare truppe in Ucraina, non voglio l’escalation, ma sono per dare tutti i mezzi di cui c’è bisogno, sono per la dignità europea di prendere a calci nel sedere chi dice che la civiltà europea è finita e impone i dazi. Al bullo si risponde con la forza, a Trump va detto basta”, ha detto il leader di Azione. L’obiettivo di Putin sarebbe quello di “smembrare l’Europa”, anche attraverso “una guerra ibrida” con la quale “Putin interferisce con i nostri processi democratici”. L’occidente, dal canto suo, “è diventato un po’ molle, privo di volontà, è stanco di aiutare l’Ucraina con un caffè al mese per dei ragazzi che difendono la loro patria, loro tengono lontano Putin da noi e noi siamo stanchi… abbiamo dimenticato cosa vuol dire difendere la patria e l’onore nazionale”.
CALENDA: “SALVINI È UNA IATTURA PER IL CENTRO DESTRA E PER L’ITALIA”
Carlo Calenda, chiamato a parlare di pace, prova a fare scoppiare la guerra nel centrodestra. Se le parole del leader di Azione nei confronti di Putin e dell’aggressione dell’Ucraina sono nette ancora più taglienti sono quelle che riserva a Matteo Salvini che non esita a definire “putinista”. “Se posso dare un consiglio, come lo do al campo largo, questo Paese è pesantemente infiltrato dagli amici di Putin, li vediamo in televisione, dileggiare i ragazzi che stanno combattendo, spiegare che Putin è pacifico – avvisa Calenda -. State lontani dai “putinisti” perché rispondono a Putin, non rispondono né al governo nazionale né all’interesse della Patria e nel vostro caso mi riferisco a Matteo Salvini che è una iattura della vostra coalizione e della nazione italiana”.
ATREJU APPLAUDE CALENDA SCATENATO CONTRO SALVINI
La scarsa stima di Calenda nei riguardi di Salvini non è una grande notizia. Più interessante è la reazione che suscita nella platea di Atreju che chiede selfie e plaude, con convinzione, al leader di Azione che dileggia l’alleato di Governo e lo accusa di collusioni con il regime russo.
LA LEGA CONTRO IL DECRETO ARMI
In ballo c’è l’approvazione del decreto sull’invio delle armi in Ucraina, un atto con cui ogni anno il Parlamento autorizza il governo a inviare aiuti militari per i dodici mesi successivi senza dover passare da un voto autorizzativo del Parlamento. Sul punto la Lega, per bocca del senatore Claudio Borghi, è stata netta. “La Lega non voterà una semplice ennesima riproposizione del vecchio decreto armi – ha detto il senatore a La Stampa -. Ci attendiamo un cambiamento”.
CIRIANI: “ANCHE QUESTO DECRETO ARMI SARÀ APPROVATO, COME TUTTI GLI ALTRI”
Il ministro per i Rapporti con il Parlamento, Luca Ciriani, però, sembra sicuro del contrario. “Il governo è sempre stato lineare, coraggioso, sfidando anche l’opinione pubblica perché autorizzare l’invio di armi in Ucraina era davvero difficile, ci voleva coraggio. Noi l’abbiamo sempre avuto. Il governo ha detto una cosa e poi l’ha mantenuta, ed era più facile annunciare e non fare, ed è più facile stando all’opposizione invocare posizioni rigidissime, più difficile farlo quando si è al governo”. E anche questa volta, secondo il ministro andrà nello stesso modo. “Siamo al fianco dell’Ucraina e vedrete che anche questo decreto sull’invio di armi come tutti gli altri, verrà approvato – ha detto il ministro meloniano -. Ci sono decine di risoluzioni del centrodestra che hanno sempre parlato lo stesso linguaggio, coerentemente a fianco all’Ucraina e alla ricerca della pace. Credo che al governo si debba riconoscere che è stato coraggioso e coerente nel tempo a sostenere l’Ucraina, non so quale altro governo non guidato da Giorgia Meloni avrebbe garantito questo sostegno non solo morale ma anche con il portafoglio”.







