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Arcuri e Benotti, Draghi e Johnson, Minnitti e Leonardo

di

arnese

Cosa farà Minniti in Leonardo? Fatti, nomi, numeri, curiosità e polemiche. I tweet di Michele Arnese, direttore di Start, non solo su Arcuri, Benotti, Draghi, Minniti e Leonardo

 

DRAGHI STILE JOHNSON

DRAGHI MONODOSE

 

CHI SEGUE L’ESEMPIO INGLESE

SOLO UNA DOSE? DIBATTITO

 

HAPPENING VACCINALI IN ISRAELE

I CONSIGLI DI BERTOLASO

 

ARCURI & BENOTTI

 

PORTE GIREVOLI ALLA PROTEZIONE CIVILE

 

DRAGHI SCRUTA ARCURI

 

CONCORDIA A 5 STELLE

 

LA SENTENZA DI CASSESE

 

RINNOVABILI AL VENTO?

 

LA GERMANIA CI FARA’ LA FESTA NELLE FIERE

 

PARLA LA MOGLIE DI ATTANASIO

 

MINNITI IN LEONARDO

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ESTRATTO DELL’ARTICOLO DI REPUBBLICA SU MINNITI ALLA FONDAZIONE DI LEONARDO (EX FINMECCANICA):

L’intelligence e la geopolitica sono sempre state il suo campo d’azione prediletto, dentro e fuori le istituzioni. E in nome di queste inclinazioni Marco Minniti dà una nuova svolta alla sua pluridecennale carriera: lascia il parlamento e va a capo di una neonata fondazione di Leonardo, la società controllata per il 30 per cento dal ministero dell’Economia che è l’erede di Finmeccanica.

La creatura affidata a Minniti, che ne sarà presidente, è stata costituita giovedì con una deliberazione del cda di Leonardo (che ha come ad Alessandro Profumo) e un acronimo interessante: si chiama Med-or, sigla che da sola ne determina l’area di competenza, il Mediterraneo allargato fin sotto il Sahara, il Medio e l’estremo oriente.

La nuova avventura dell’ex ministro dell’Interno è dentro una struttura che sarà qualcosa di più di un think-tank: si pone come «mediatore economico, industriale e culturale» fra l’Italia e i Paesi di un’area vastissima. Secondo la relazione approvata dal consiglio di amministrazione di Leonardo, Med-or sarà un «ponte attraverso il quale far circolare idee, programmi e progetti concreti» con l’obiettivo di «trasferire tecnologie tradizionali e innovative» e di favorire «l’alta formazione» negli Stati interessati. Minniti sarà a capo di un board di rappresentanti del mondo dell’industria, dell’università e della ricerca, anche internazionali.

Un tentativo di conciliare mondi produttivi ed accademici «per favorire il dialogo costruttivo tra Paesi, culture e sistemi economici ed enfatizzare il ruolo dell’Italia a livello globale».

Ma «lo sviluppo di programmi strutturali nei settori dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza» non potrà che essere raggiunto con un budget ancora da definire ma che sarà consistente: nel progetto è previsto che la fondazione abbia «capacità giuridica, economica e di contenuti culturali che non siano di facciata».

In controluce non è difficile scorgere un ruolo rilevante, per il nuovo soggetto, nelle relazioni internazionali del nostro Paese. Una seconda gamba della politica estera del sistema Italia, osserva qualcuno, e proprio per questo il documento che presenta Med-or sgombra il campo da «sovrapposizioni con il lavoro prezioso delle istituzioni e delle altre organizzazioni internazionali esistenti».

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