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Operazione Mar Rosso

America e Inghilterra difendono anche l’economia italiana nel Mar Rosso. Parola dell’ex ministro Terzi (FdI)

L’operazione anti-terrorismo per salvaguardare la libertà di navigazione e prevenire ulteriori attacchi è avvenuta nell’interesse di tutta la comunità internazionale, in linea con principi e norme consuetudinarie di diritto di difesa e sicurezza rispetto alle unità navali. Il post di Giulio Terzi, ambasciatore, ex ministro degli Esteri e attuale senatore di Fratelli d'Italia

Le forze militari statunitensi e inglesi, con il sostegno di Australia, Bahrein, Canada e Olanda, hanno attaccato le basi Houthis in Yemen con lo scopo di ridurre la capacità militare dei ribelli sostenuti dall’Iran che da mesi attaccano le navi nel Mar Rosso rallentando i commerci mondiali. I terroristi sciiti, dopo più di 25 attacchi alle navi, hanno ignorato i numerosi moniti e ultimatum di non intralciare tale rotta commerciale, chiave tra Europa e Asia.

La mossa anglo-statunitense, attesa da tempo, era stata preannunciata via media già nelle scorse settimane: il 3 gennaio la Casa Bianca aveva pubblicato un comunicato congiunto, firmato anche dall’Italia, in cui veniva intimata l’immediata fine di questi attacchi illegali e il rilascio delle navi e degli equipaggi detenuti illegalmente.

Non dobbiamo dimenticare, in tale scenario, la longa manus dell’Iran che da molti anni sostiene e dirige le numerose organizzazioni proxy operanti nell’area che – come gli Houthi – utilizzando droni, armamenti, sistemi di intelligence (addirittura una nave-spia), portano avanti il progetto destabilizzante nel Medio Oriente, per affermare la propria supremazia. A tale dimostrazione, a nemmeno 24 ore dall’approvazione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite sulla risoluzione di condanna per gli attacchi dei ribelli Houthi, il regime di Teheran ha deliberatamente sequestrato la petroliera americana “St. Nikolas” in segno di rappresaglia. Nonostante i soliti dinieghi l’Iran, con le sue reiterate azioni criminali, contribuisce a rafforzare quell’asse anti-occidentale che agisce sempre più con l’obiettivo di minare la sicurezza del mondo libero.

L’operazione anti-terrorismo della notte scorsa per salvaguardare la libertà di navigazione e prevenire ulteriori attacchi è avvenuta, quindi, nell’interesse di tutta la comunità internazionale, in linea con principi e norme consuetudinarie di diritto di difesa e sicurezza rispetto alle unità navali, unità che sono sotto la sovranità degli Stati di bandiera. In modo particolare, è avvenuta anche a tutela del nostro specifico interesse nazionale in quanto l’Italia, porto sul Mediterraneo, riceve attraverso il Mar Rosso e il canale di Suez un flusso pari al 40% del volume complessivo delle importazioni marittime.

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