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Perché è impossibile riaprire le scuole il 10 gennaio. Parola di preside

Amanda Ferrario

L’intervista di Ruggero Po ad Amanda Ferrario, preside dell’Istituto tecnico economico Tosi di Busto Arsizio. Meglio la Dad per due settimane che una situazione ingestibile come quella che si sta creando, è l’appello al premier Draghi firmato da diversi dirigenti scolastici d’Italia tra i quali Ferrario

 

 

Meglio la Dad per due settimane che una situazione ingestibile come quella che si sta creando. L’appello arriva al premier Draghi e al ministro Bianchi e vedi tra i firmatari diversi dirigenti scolastici d’Italia tra i quali Amanda Ferrario dell’Ite Tosi di Busto Arsizio. Nel giro di due ore già mille le firme.

La preoccupazione riguarda la riapertura del 10 gennaio: «Noi dirigenti scolastici lanciamo un appello urgente per la ripresa delle lezioni a distanza per due settimane. Da due anni lavoriamo incessantemente per garantire un servizio scolastico gravemente provato dalla pandemia. Lo facciamo, insieme ai nostri collaboratori, alle segreterie, ai docenti, al personale ATA, spesso sopperendo alla mancanza delle più basilari condizioni strutturali e organizzative».

Adesso si è creato un quadro veramente pesante: «A pochi giorni dall’inizio delle lezioni dopo la pausa natalizia, durante la quale non ci siamo mai fermati, stiamo assistendo con preoccupazione crescente all’escalation di assenze. Abbiamo personale sospeso perché non in regola con la vaccinazione obbligatoria e, ogni giorno di più, personale positivo al Covid, che non potrà prestare servizio e nemmeno potrà avere, nell’immediato, un sostituto. Si parla di numeri altissimi, mai visti prima. Ci rendiamo conto che sottovalutare la prevedibile ed enorme mancanza di personale determinerà insolubili problemi».

Le conseguenze? «In un momento nel quale è necessaria almeno la minima sorveglianza delle classi (per non parlare della didattica, che risulterà in molti casi interrotta), non sapremo, privi di personale, come accogliere e vigilare su bambini e ragazzi – si scrive – Altrettanta preoccupazione grava sulle probabili assenze del personale ATA. Ci troveremo nell’impossibilità di aprire i piccoli plessi e garantire la sicurezza e la vigilanza. Aggiungiamo, ma è cosa nota, che l’andamento del contagio con la nuova variante del virus colpisce come mai prima le fasce più giovani della popolazione, anche con conseguenze gravi, e che il distanziamento è una misura sulla carta, stanti le reali condizioni delle aule e la concentrazione degli studenti nelle sedi. Sappiamo che il virus si trasmette per aerosol e che l’ambiente classe è una condizione favorevolissima al contagio. A differenza delle precedenti ondate, già prima della sospensione natalizia abbiamo assistito ad un’elevata incidenza di contagi all’interno delle classi (alunni e docenti, anche se vaccinati)».

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