Non solo Mario Roggero, quindi, il gioielliere piemontese che sconta a Bollate la pena di quasi quindici anni di carcere per due omicidi commessi in ecccesso di legittima difesa dai rapinatori da lui messi in fuga. Gli eccessi possono capitare anche a due agenti di Polizia, aiutati da un uomo a tordo nudo, come quelli che ieri a Bologna hanno ucciso un oriundo marocchino di una quarantina d’anni dopo averlo atterrato in una colluttazione. E tutto sotto gli occhi di due operatori civili del servizio telefonico di soccorso impietosamente fotografati in una immobilità che potrebbe loro procurare -credo- problemi nelle indagini.
Se gli eccessi di vigilanza e intervento, o omissione, possono capitare al personale, diciamo così, specializzato, si può ben capire perché il gioielliere piemontese sia finito in carcere, ad anni di distanza dall’accaduto, guadagnandosi la solidarietà di tanti cittadini e parti politiche spintesi a reclamare, non solo chiedere la grazia al presidente della Repubblica sino a procurargli fastidio, quanto meno.






