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Gabon

8 cose da sapere sul colpo di Stato in Gabon

Otto fatti sul Gabon e sul colpo di di Stato avvenuto per mano di un gruppo di militari, come accaduto circa un mese fa in Niger. Il punto di Riccardo Pennisi, analista geopolitico di Aspenia

 

Colpo di stato anche in Gabon. Il 9° in tre anni in Africa centro-occidentale. La presa del potere da parte di un gruppo di militari avviene proprio in queste ore.

8 cose 8.

1. I militari sono apparsi sugli schermi di Gabon24 (la all-news locale) per annunciare l’annullamento delle elezioni appena tenute (26 agosto), la dissoluzione delle istituzioni pubbliche e la chiusura dei confini del paese. Come in Niger, tra loro ci sono molti appartenenti alla guardia presidenziale – riconoscibili dal berretto verde – oltre a militari dell’esercito e alti gradi della polizia.

2. Alle elezioni, Ali Bongo Ondimba era stato rieletto presidente per la terza volta. E’ al potere da 14 anni. Potere che aveva ricevuto dalle mani di suo padre, Omar Bongo, che lo teneva dal 1967. Una dinastia piuttosto longeva: “pensione anticipata”, hanno detto i militari.

3. I militari insubordinati hanno detto di agire esplicitamente contro il suo “regime” “irresponsabile”, “malato”, “che ha degradato la coesione sociale”. Hanno creato un “Comitato per la transizione e la restaurazione delle istituzioni”. Il loro comunicato sembra copiato pari pari da quello dei militari che hanno preso il potere in Niger poche settimane fa. Decideranno presto – dicono – chi di loro guiderà il Comitato – e dunque il Paese.

4. Secondo i risultati ufficiali, Ali Bongo ha vinto la presidenziale con il 64% dei voti (più della metà degli elettori ha votato); il suo rivale Albert Ondo Ossa si è fermato al 31. Il comitato di Ondo ha però denunciato dei brogli (senza prove) e ha invitato Bongo a cedere il potere.

5. Nella capitale Libreville si sono sentiti degli spari, ma non c’è notizia di scontri violenti o morti. Molti però avevano già lasciato la città per paura di violenze.

6. Tra le reazioni internazionali, spiccano quelle di Francia e Cina, da cui la situazione viene costantemente monitorata. Pechino ha chiesto che l’incolumità di Ali Bongo sia garantita. Il Gabon è un’ex colonia francese e Bongo aveva incontrato Macron l’ultima volta in giugno; 400 soldati francesi sono di stanza nel Paese. Non sembra che Wagner sia connessa in alcun modo agli eventi. Prigozhin non è più fra noi e non sappiamo se avrebbe fatto i complimenti ai golpisti, come fece ai nigerini.

7. L’economia del Gabon (2,4 milioni di abitanti) poggia largamente sull’esportazione di risorse naturali come petrolio, manganese e legname da costruzione, destinate in larghissima parte alla Cina. L’estrazione di petrolio e manganese è invece gestita soprattutto da multinazionali francesi come Total e Eramet.

8. Più del 90% del Paese è coperto di foresta pluviale, una risorsa che i governi di Ali Bongo hanno cercato di monetizzare vendendo “carbon credits”, cioè certificati che permettono di scambiare emissioni di CO2 con progetti ambientali, a imprese e governi di mezzo mondo.

Un affare che ora passa nelle mani dei militari; “porteremo il Gabon sulla strada della felicità”, hanno promesso.

(Il testo è tratto dal profilo LinkedIn di Riccardo Pennisi)

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