25 aprile, 1° maggio. Due giornate di manifestazione nelle piazze con le medesime liturgiche invettive contro il governo: l’una legata alla libertà, l’altra alla dignità.
Sicuramente il lavoro ti libera dalla povertà e ti rende libero se ogni ora lavorata vale di più, e dunque significa innovazione, tecnologia, organizzazione e competenza; partecipazione di uomini e donne giovani, combattere l’inattività e l’abbandono scolastico, investire in servizi e rispettare la famiglia non usandola come il surrogato del welfare per bilanciare e riconoscere il tempo dedicato alla cura dei propri familiari.
Di fronte alla nuova tecnologia che avanza, certamente si automatizzeranno i compiti, si ridisegneranno le professioni e cambierà il rapporto tra uomini e macchine. Ma aumentare qualità e sicurezza, ridurre gli errori, valorizzare i talenti deve essere la nuova frontiera del lavoro – e quindi molta formazione -, perché se si punta a lavori migliori devono esserci salari più alti. E la forbice tra domanda e offerta di lavoro è un problema di competenze, di organizzazione delle imprese e di investimenti perché non abbiamo competenze tecniche soprattutto in settori che chiedono flessibilità e responsabilità e organizzazione di impresa.
È fondamentale che si investa in processi e non si può continuare a proclamare che è un problema urgente e non provvedere a rinforzare politiche attive vere, orientamento, Its, licei Stem e apprendistato di qualità e ci vogliono imprese che smettano di competere sul risparmio di lavoro e inizino a investire e competere sul lavoro.
La formazione continua deve essere legata ai processi reali: nuovi macchinari, nuovi software, nuovi prodotti ma purtroppo non si tiene conto dei nuovi bisogni di accademie, di filiera, di accordi, diritto soggettivo alla formazione personalizzata sul contratto e tempo per formarsi non alla sera dopo il lavoro. E ne hanno bisogno i manager e capi delle risorse umane perché così si rincorre la produttività e si realizzano i cambiamenti che diversamente rimangono proclami di una giornata di primavera che di solare ha solo la temperatura.







