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Referendum autonomia, in Lombardia il voto è elettronico. E a rischio hacker

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Voto elettronico in Lombardia per il Referendum autonomia, ma gli hacker potrebbero manipolare i risultati

 

Lombardia e Veneto  sono oggi chiamate a votare per ottenere una maggiore autonomia dal Governo Centrale.  Portabandiera dell’autonomia  è la Lega Nord, che vede nel voto del 22 ottobre anche una sorta di prova generale per le elezioni Nazionali 2018. Le due regioni del Nord Italia chiedono più autonomia per scuola, ambiente, demanio idro-geologico, salvaguardia del territorio, beni culturali, strade e viabilità, pubblica amministrazione e gestione di alcuni fondi europei. E soprattutto, chiedono che il 90% delle tasse restino sul territorio (le due regioni cedono. complessivamente, ogni anno allo Stato un residuo fiscale, dato dalla differenza di entrate e di spese, di oltre 70 miliardi – 53,9 miliardi la Lombardia e 18,2 il Veneto).

autonomia referendumIn Lombardia il voto sarà elettronico e poco sicuro. A lanciare l’allarme è  Matteo Flora, hacker e imprenditore, che sostiene che SmartMatic, la società venezuelana che ha vinto l’appalto della Regione per la gestione della votazione sui tablet, avrebbe  omesso “i più basilari protocolli di sicurezza” su alcune cartelle contenenti dati sensibili, quali certificati e pezzi di codice per la configurazione delle macchine. Tali dati, in base a quanto sostiene Flora, sarebbero stati per mesi “accessibili a chiunque”. Questo significa che i criminali del web avrebbero avuto la possibilità di “scaricare ampie porzioni di codice” del software della SmartMatic che dovrebbe gestire il voto referendario: SmartMatic Election 360. “Nel lasso di tempo in cui è stato accessibile (sulla quale durata non ci sono elementi per fare ipotesi, ndr) potrebbe essere stato sfruttato per studiare l’infrastruttura di voto ed individuare eventuali falle o alterare il codice”, ha spiegato Floridi. E, nella peggiore delle ipotesi, gli hacker potrebbero tranquillamente manipolare il risultato delle elezioni.

Ricordiamo comunque, che il voto del 22 ottobre non mette in discussione l’unità di Italia. Lombardia e Veneto guardano alle Regioni a Statuto Speciali come modello da perseguire. Ed è anche per questo che sembrano passare un po’ in sordina e, soprattutto, non genera un clima di scontro tra le istituzioni. I Referendum italiani trovano legittimazione nell’articolo 116 della Costituzione. “Il Friuli Venezia Giulia [cfr. X], la Sardegna, la Sicilia, il Trentino-Alto Adige/Südtirol e la Valle d’Aosta/Vallée d’Aoste dispongono di forme e condizioni particolari di autonomia, secondo i rispettivi statuti speciali adottati con legge costituzionale. La Regione Trentino-Alto Adige/Südtirol è costituita dalle Province autonome di Trento e di Bolzano. – recita l’articolo – Ulteriori forme e condizioni particolari di autonomia, concernenti le materie di cui al terzo comma dell’articolo 117 e le materie indicate dal secondo comma del medesimo articolo alle lettere l), limitatamente all’organizzazione della giustizia di pace, n) e s), possono essere attribuite ad altre Regioni, con legge dello Stato, su iniziativa della Regione interessata, sentiti gli enti locali, nel rispetto dei princìpi di cui all’articolo 119. La legge è approvata dalle Camere a maggioranza assoluta dei componenti, sulla base di intesa fra lo Stato e la Regione interessata”.

 

 

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