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Se Airbnb fa aumentare i prezzi degli affitti a lungo termine

Ipo Doordash Airbnb

Il boom di Airbnb ha portato ad un aumento medio del costo degli affitti a lungo termine sul mercato americano

 

La crescita di Airbnb fa schizzare i prezzi delle case. Non è più un’ipotesi, come qualche mese fa, ma una verità accertata da uno studio condotto dall’economista Edward Kung, dell’Università della California Los Angeles. Come anticipato dal Wall Street Journal, infatti, ad un boom di Airbnb corrisponde sempre anche un aumento degli affitti delle case.

Lo studio si è concentrato sul solo mercato americano e ha preso in esame la dinamica dei prezzi nelle cento maggiori aree metropolitane degli Stati Uniti dal 2012 al 2016. Ma andiamo per gradi.

Airbnb: storia di un successo

AirbnbPartiamo dalle origini. Airbnb è nata nel 2007, in un normale appartamento di San Francisco. Joe Gebbia e Brian Chesky, due compagni di stanza, ricevono una richiesta di aumento di affitto del 25%. I due giovani neo-laureati rischiavano di perder casa, fino a quando hanno deciso che una soluzione a tutto poteva essere quella di affittare ad estranei gli spazi non sfruttati offrendo un letto gonfiabile per dormire. Pubblicizzano la propria offerta su un sito creato da loro, con le relative fotografie di questi e letti gonfiabili (da qui il nome AIR).
Inizia l’avventura di Airbnb. I due giovani vengono affiancati da  programmatore Nathan Blecharczyk. Negli anni, l’idea di affittare una parte della propria casa (o l’intero appartamento) tramite un sito, in modo facile e veloce piace sempre a più persone,
Oggi Airbnb è una realtà, anche in Italia. E per comprenderlo basta guardare qualche dato. Secondo il rapporto “Condividere l’Italia rurale”, infatti, crescono nel BelPaese i turisti che prediligono i soggiorni nelle aree rurali: negli ultimi 12 mesi, gli host (ovvero coloro che offrono ospitalità) residenti delle aree rurali (47 anni l’età media, il 52% donne) hanno guadagnato complessivamente quasi 80 milioni di Euro, ospitando oltre 540.000 viaggiatori. Il guadagno annuale medio dell’host è stato di 1.600 Euro, frutto in genere di 16 notti prenotate.

Se il prezzo degli affitti raddoppia

L’arrivo di Airbnb, però, non fa sempre bene all’economia del posto. Meglio, ha delle controindicazioni. Una è quella dell’aumento dei prezzi medi degli affitti di camere e case.

A dimostrarlo è lo studio dell’Università della California Los Angeles, secondo cui, nelle zone dove il numero di offerte del servizio di home sharing aumentava di oltre il 10%, anche gli affitti lievitavano dello 0,39% medio annuo mentre il prezzo delle case saliva dello 0,64%. un incremento del 30% dell’offerta del servizio di home sharing porterebbe al raddoppio dell’aumento medio del prezzo delle locazioni.

Non si tratta di cifre proprio piccole. Comunque, i media tra il 2012 e il 2016 il prezzo degli affitti è aumentato del 2,2% annuo.

Perchè l’arrivo di Airbnb gonfia i prezzi?

AirbnbLa questione è semplice: grazie ad Airbnb una parte delle case destinate agli affitti a lungo termine viene dirottata sull’opzione a breve termine (più redditizio). Diminuisce l’offerta, dunque, e crescono i prezzi.

“Noi ipotizziamo che il servizio di home sharing contribuisca a riallocare parte degli affitti a lungo termine a favore di un’offerta a breve termine – spiega Kung – destinata a turisti o comunque a soggiorni temporanei: questo riduce l’offerta di locazioni di lungo termine disponibili sul mercato, contribuendo all’aumento dei prezzi”.

Airbnb non ci sta

Airbnb, però, non è d’accordo con i risultati dello studio. Per la società, infatti, l’effetto dell’home sharing è precisamente quello opposto: gli affitti diventano più convenienti non più onerosi.

Airbnb: una vita difficile

Studio a parte, qualcuno si era già mosso per limitare le conseguenze della presenza di Airbnb. Il governatore dello stato di New York, Andrew Cuomo ha firmato una legge confezionata dagli organi legislativi durante l’estate 2016 secondo cui, è illegale pubblicizzare gli affitti di intere case e appartamenti per periodi inferiori ai 30 giorni. Ai trasgressori verranno comminate multe che vanno dai mille dollari della prima infrazione fino ai 7.500 per la terza; passando per i 5mila dollari della seconda.

A pensare che Airbnb faccia aumentare i prezzi degli affitti a lungo termine è anche Berlino. L’Amministrazione Comunale ha deciso che i proprietari potranno infatti affittare sulla piattaforma di home sharing solo camere, non intere abitazioni. Per affittare l’intera casa ci vorrà una licenza che in poco più di seimila hanno richiesto, trasformandosi di fatto in b&b regolari.

Con oltre 65 mila case destinate all’affitto di corta durata, Parigi è il più grande mercato di Airbnb davanti a New York. Le regole di Parigi prevedono che un privato non possa affittare la casa su Airbnb per più di 4 mesi all’anno. I trasgressori rischiano un’ammenda di 25 mila euro.

Anche in Catalogna non è ben visto Airbnb. Per affittare sulla piattaforma, infatti, occorre una licenza del Comune. Barcellona è la quarta città europea per offerta di appartamenti su Airbnb (l’affitto di una singola stanza è vietato): a giugno c’erano quasi 20 mila annunci, e circa 9.800 non dichiaravano il numero di licenza(che molto probabilmente non avevano).

 

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