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Identità digitale, in Italia si partirà a Marzo 2015?

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A Marzo 2015 si parte con il sistema di identità digitale al quale si accederà con un unico pin. L’Italia sarà davvero pronta?

Il Ministro della P.A. ha annunciato il via allo SPID, prevedendo 3 milioni di utenti già 2015. Lo SPID è il sistema pubblico per la gestione dell’identità digitale che dovrebbe permettere ai cittadini di accedere a tutti i servizi della Pubblica Amministrazione e ai servizi offerti dai soggetti privati che lo sottoscriveranno, attraverso un “pin unico”.

Si tratterebbe in sostanza di sostituire username e password d’accesso con un’unica stringa di lettere e numeri valida sia per accedere ai servizi della PA che a quelli offerti dai privati.

I cittadini dovranno rivolgersi a un Identity Provider accreditato presso l’Agenzia Digitale per l’Italia (AGID) per ottenere il pin che permette l’accesso ai servizi. L’iscrizione dovrebbe avvenire personalmente o con la presentazione di un documento d’identità o online con l’utilizzo della Tessera Sanitaria.

Trattandosi di un sistema federato e non essendo prevista una banca dati centralizzata, l’utente può scegliere l’Identity Provider che preferisce – può essere anche un privato

Alla base di questa scelta ci sono diverse ragioni da quelle legate alla sicurezza del sistema (diversi centri renderebbero più difficili agli attacchi) a quella che i privati agirebbero meglio dello stato nell’adottare nel tempo le innovazioni tecnologiche.

AGIDInserito nell’Agenda Digitale per l’Italia, lo SPID trova spazio nel Decreto a firma del ministro nella P.A. Marianna Madia e si presenta praticamente identico a quello passato alla commissione europea. Le norme prevedono l’effettiva partenza entro il marzo 2015, ma secondo le previsioni per entrare a pieno regime e raggiungere livelli di efficienza adeguati bisognerà aspettare qualche anno.

Alla fase pilota del progetto stanno partecipando Telecom Italia, Poste Italiane, Infocert, Inps, Inail, l’Agenzia delle Entrate, le Regioni Piemonte, Friuli, Emilia Romagna, Toscana, Marche e i Comuni di Firenze, Lecce e Milano.

In tema di identità digitale l’Italia è ancora in ritardo rispetto agli altri paesi europei, a questo si aggiungono problemi generali legati a ritardi infrastrutturali, aree non ancora raggiunte dalla banda larga, problemi di alfabetizzazione informatica…

Secondo i dati Eurostat l’Italia solo il 58% degli italiani usa quotidianamente internet (media UE 65%) mentre il 32% dei cittadini italiani non l’avrebbe mai utilizzato, quindi agli ultimi banchi della classe insieme a Romania (39%), Bulgaria (37%), Grecia (33%).

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