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Il futuro della pubblicità è online

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 Un trend destinato crescere  nei prossimi tre anni del 16% per il display advertising tradizionale, per il 30% per la pubblicità display sui social media  e per il 24% per l’online video advertising, grazie soprattutto alla maggiore diffusione di smartphone e tablet. 

Ed è per questo che Facebook si appresta a sfidare apertamente Google in questo settore investendo su una nuova piattaforma pubblicitaria che permetterà agli inserzionisti di capire quali utenti hanno visto o interagito con gli spot comparsi sul social o su siti e app affini. Questa piattaforma si chiama Atlas ed è una versione riprogettata e aggiornata dell’Atlas Advertiser Suite che Facebook ha comprato da Microsoft nel 2013 e ha la particolarità di dare agli inserzionisti l’opportunità di comprare annunci che raggiungono gli utenti di Facebook mentre navigano sul web.

Bing, il motore di ricerca di Microsoft, invece, sta perfezionando il suo Bing Ads dotandolo di un Campaign Planner efficiente e che offre dati sul marketplace tra cui il trend del traffico di ricerca, valuti  le prestazioni dei concorrenti e  dia suggerimenti per le parole chiave.

A farla da padrone però, anche in questo settore è Google, che ha chiuso il secondo trimestre con ricavi pubblicitari pari a 14,36 miliardi dollari, a fronte dei 2,68 mld registrati da Facebook. L’azienda di Larry Page e Sergey Brin attualmente sta lavorando a un sistema che mira a riconoscere le abitudini degli utenti di smartphone e tablet grazie al quale si potrebbe arrivare a sapere chi clicca un’inserzione comparsa nelle app e chi poi approda sul sito dell’inserzionista.

Attualmente il clic e la visita al sito sono due attività monitorate separatamente e non sono attribuibili cioè ad uno stesso utente. Nel frattempo Google questa estate ha raggiunto il traguardo di battere Apple nel mobile advertising. Android ha infatti superato iOs come il sistema operativo dove scorre più traffico pubblicitario, ma Apple continua ancora a detenere il primato per quanto riguarda i ricavi.

 

 

 

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