.Lifestyle / Tendenze, Lifestyle, Mondo

Ballmer (ex Microsoft) e i Clippers. Anche lo sport gestito come una multinazionale?

di

 

 

 

Non stupisce il fatto, che sia stata proprio la moglie dell’ex proprietario dei Clippers, Shelly Sterling a favorire questa transizione. Infatti, la co-proprietaria della squadra ha dichiarato:” Sono felice della vendita della squadra a Steve. Abbiamo lavorato 33 anni per fare dei Clippers quello che sono ora. Ho fiducia in Steve, porterà la squadra a nuovi successi.”

Steve Ballmer dal canto suo, ha replicato:” Sono onorato di presentare il mio nome al board della Nba per la mia approvazione come prossimo proprietario dei Clippers. Amo il basket e faro’ il possibile per assicurare che i Clippers continuino a vincere”.

L’accordo per l’acquisizione è già stato stipulato, dall’ex CEO di Microsoft e da Shelly Sterling, autorizzata dal marito a trattare con potenziali acquirenti, tuttavia per il via libera definitivo c’è bisogno della sua approvazione. Ma secondo il legale di Donald Sterling, questo via libera non sarebbe stato ancora rilasciato, Sterling per questa concessione, avrebbe un asso nella manica, poiché punterebbe al ritiro da parte della Nba, delle accuse sulla sua violazione delle norme anti-razziste.

Oggi, Sterling, dovrà presentarsi in tribunale, per un’udienza speciale, per rispondere alle accuse di danneggiamento dell’NBA con i suoi commenti razzisti. L’NBA per l’ok definitivo, chiede a Donald Sterling di non far causa alla lega, di pagare la multa di 2,5 milioni di dollari e di accettare la sospensione a vita dalla lega.

E’ difficile fare confronti diretti tra le grosse aziende leader del mercato tecnologico, come Microsoft, e le squadre dell’NBA. Ma, come viene riportato anche dal Washington Post “nonostante Ballmer sia stato criticato più volte per non aver spinto Microsoft all’innovazione, lui sapeva come fare soldi.”

La chiave del successo di Ballmer, nei suoi quattordici anni come CEO di Microsoft, è stata la concentrazione sui big spender, ovvero sulle aziende che utilizzano prettamente software Microsoft, instaurando con loro un rapporto privilegiato e di costante ritorno economico “anche se questo significava rinunciare alla possibilità di inseguire le tendenze tecnologiche del momento”.

Con i Los Angeles Clippers, Ballmer intende gestire la squadra secondo la filosofia che ha portato Microsoft ai primi posti al mondo come società informatica.

Per mantenere lo stesso franchise del suo successo finanziario in Microsoft, i punti sui quali Ballmer punta sono: il rapporto privilegiato che lui aveva prima con i big spender, adesso intende ricrearlo con i tifosi della squadra, ai quali si rivolgerà prima di ogni partita per suscitare il loro entusiasmo.

L’uso dello stack ranking per gestire i suoi giocatori. Questo probabilmente sarà il punto più delicato, poiché lo stack ranking era un sistema usato da Ballmer dai tempi della sua gestione in Microsoft, in cui i manager erano costretti a classificare gruppi di dipendenti in un sistema “a campana”.

I dipendenti che portavano più profitti all’azienda, salivano per il sistema ottenendo degli aumenti, mentre coloro che portavano l’azienda a un basso profitto, subivano tagli allo stipendio. Il set-up ha fatto sì che i manager dovevano designare alcuni dipendenti come “up” e alcuni come “underperformers”. Ex dipendenti Microsoft hanno affermato che questo sistema incoraggiava a una malsana concorrenza e disordine generale su molti progetti. Tra i progetti c’è anche un cambio del nome della squadra da “Clippers” a “Developers” e ridare importanza a giocatori del passato, sulla scia dell’acquisizione un po’ tardiva di Nokia da parte di Microsoft.    

Difficile dire se questo sistema potrà essere applicato tenendo conto degli standard della NBA. Bisognerà attendere prima il via libera definitivo e poi si vedranno i risultati.      

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati