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Facebook verso Facebank, la seconda vita del social network di Zuckerberg

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“L’avidità è giusta!” era il mantra che pronunciava Micheal Douglas nel film di Oliver Stone Wall Street, che nei panni di Gordon Gekko apriva uno squarcio antropologico sui brokers dell’alta finanza newyorkese, che negli anni 80’ sembravano essere i padroni di Wall Street.

A poca distanza dall’acquisto di WhatsApp con una manovra di 19 miliardi di dollari, il n.1 di Palo Alto si appresta a trasformare Facebook in una sorta di banca virtuale. Voci di corridoio fanno trapelare che questa nuova manovra dovrebbe chiamarsi FaceBank. La scelta di Zuckerberg è al passo con il proprio tempo e forse addirittura un po’ tardiva.

Google ha già da tempo aperto le porte ai servizi di transazione finanziaria con l’introduzione del suo Google Wallet nel 2011, con un’applicazione che trasformava il telefono cellulare in un portafoglio senza costi aggiuntivi. Il sistema conservava una versione completamente elettronica, delle carte di credito e dei coupon per ottenere sconti o fare acquisti con particolari promozioni, ed era controllato da società come MasterCard e Citi una delle più grandi banche internazionali e fornitrici di servizi finanziari al mondo. 

Anche Telecom Italia è da poco scesa in campo con il suo Tim Wallet, un servizio che garantisce il trasferimento di denaro elettronico. Il servizio si baserà sugli accordi stretti dall’operatore con le principali banche italiane, sfruttando il circuito CartaSi e integrando in questa prima e inedita versione la SmartPay, la carta prepagata sviluppata in collaborazione con Visa Europe e Intesa Sanpaolo. Il “wallet” sarà disponibile sul mercato secondo le stime degli esperti entro l’estate. 31 milioni di clienti Tim, dalla prossima estate, avranno la possibilità di effettuare dai propri smartphone transazioni finanziarie.

Acrylic Software ha sviluppato un sistema integrato di transazione finanziaria per il Mac, che prende spunto da un’applicazione, disponibile sul Mac Store dal nome anch’esso Wallet. Questo servizio rende disponibile il servizio di monetizzazione online, veloce e pratico con salvataggio dei dati personali e costante aggiornamento dei dati e delle transazioni disponibili.

La corsa è già iniziata, ma il punto è (forse) su chi saprà essere più avido e spregiudicato, proprio secondo quello che era il motto dello squalo di Wall Street, Gordon Gekko. Probabilmente il punto è l’intenzione di digitalizzare e controllare le manovre finanziarie ancora più in profondità con i mezzi informatici.

Secondo le ultime stime del Financial Times, le manovre finanziarie degli ultimi anni sono state pesantemente influenzate dall’online banking, che rappresenta la nuova frontiera del trasferimento di denaro contante.

 

Il fenomeno che si sviluppa in questo caso è duplice: da un lato la necessità di creare delle strutture per il trasferimento di denaro online al di là dei circuiti ufficiali, dall’altro c’è la necessità di trovare flussi che garantiscano con profili facilmente identificabili, ma soprattutto controllabili, le nuove strategie di mercato. Una seconda vita dei big data a partire dai dati finanziari.

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