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Riconoscimento facciale, la Cina ha chiesto fondi alla Banca Mondiale per la sorveglianza nello Xinjiang

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Cina

La Cina ha cercato di ottenere prestiti dalla Banca Mondiale per finanziare i sistemi di sorveglianza nella regione autonoma dello Xinjiang. Il report di Axios

Pechino intende sviluppare tecnologie di sorveglianza per monitorare la popolazione dello Xinjiang attraverso i fondi della Banca Mondiale. È quanto emerge da un rapporto pubblicato dal sito americano Axios. Secondo i documenti visionati da Axios, i destinatari cinesi dei prestiti della Banca Mondiale hanno cercato di ottenere finanziamenti per l’acquisto della tecnologia di riconoscimento facciale da utilizzare nella regione nord-occidentale dello Xinjiang in Cina. Per l’istituto bancario maondiale tali fondi non sono mai stati erogati.

LO SCREENING DI AXIOS

In oltre 8.000 pagine di documenti ufficiali in lingua cinese della Banca mondiale datati giugno 2017 e visionati da Axios, i destinatari cinesi del programma di prestito hanno richiesto decine di migliaia di dollari per tecnologie di sorveglianza. Intendevano infatti acquistare telecamere e software per il riconoscimento facciale, telecamere per la visione notturna e altre tecnologie di sorveglianza da utilizzare nelle scuole dello Xinjiang.

LA REPLICA DELLA BANCA MONDIALE

“Essendo di un’istituzione incentrata sul porre fine alla povertà, la Banca mondiale sa che le società inclusive sono fondamentali per lo sviluppo sostenibile e adottiamo una linea forte contro la discriminazione di qualsiasi tipo”, ha dichiarato un portavoce dell’organizzazione con sede a Washington. “Promuoviamo la parità di accesso alle opportunità, compresa l’istruzione e la formazione, in modo che tutti possano cercare di realizzare il proprio pieno potenziale”.

“Siamo pienamente impegnati nell’integrità dei nostri progetti. Rispondiamo immediatamente quando vengono sollevati problemi e agiamo sulla base di fatti”.

IL PROGRAMMA DI PRESTITI DELLA BANCA MONDIALE NELLO XINJIANG

Facciamo un ulteriore passo indietro nel tempo. Nel 2015 la Banca mondiale ha avviato il programma di prestiti dal titolo “Progetto di istruzione e formazione professionale e tecnica dello Xinjiang”.

Il programma prevedeva di fornire 50 milioni di dollari in cinque anni a cinque scuole professionali e a istituti partner.

LA SORVEGLIANZA DELLA CINA NELLA REGIONE

A partire dal 2017 la Cina ha avviato una sorveglianza etnica nello Xinjiang, confermata dalle testimonianze della minoranza etnica kazaka riguardo all’esistenza di “campi di internamento” volti alla “rieducazione” di membri delle minoranze islamiche nella regione.

In quel momento la Banca mondiale non ha rivisto o ridimensionato il programma tanto che sul sito dell’istituto troviamo ancora il 31 dicembre 2020 come termine per l’erogazione del programma di finanziamento.

I SISTEMI DI RICONOSCIMENTO FACCIALE

Non solo, dai documenti esaminati da Axios, emerge che le richieste di finanziamento del 2017 sono arrivate ​​da quelle cinque scuole originali, che continuano a ricevere finanziamenti dalla Banca mondiale.

Uno degli elementi richiesti da una scuola finanziata dalla Banca Mondiale era un sistema software di gestione video e riconoscimento facciale con lo scopo di creare un “database di volti”. Un requisito per uno dei sistemi di riconoscimento facciale era che fosse in grado di “distinguere tra maschi e femmine con un’affidabilità del 97%”. Tali sistemi sono stati utilizzati per contrassegnare le minoranze etniche dello Xinjiang per la detenzione extragiudiziale.

Dai documenti emerge anche che i destinatari del prestito desideravano attrezzature “compatibili” con i produttori cinesi di videosorveglianza HikVision e DaHua, che hanno fornito attrezzature simili per i campi e le amministrazioni locali nello Xinjiang.

NEGA L’ISTITUTO DI WASHINGTON

La Banca Mondiale ha confermato ad Axios che le scuole avevano richiesto l’attrezzatura, ma ha dichiarato che non sono stati forniti fondi per le attrezzature di sorveglianza.

LA POSIZIONE DEGLI STATI UNITI

Ad ottobre, il governo degli Stati Uniti ha proibito alle società statunitensi di esportare componenti verso le sopracitate aziende Hikvision e Dahua senza approvazione, visto il loro coinvolgimento in gravi violazioni dei diritti umani.

Nel frattempo, proprio la scorsa settimana la Banca mondiale ha adottato un piano per aiutare la Cina con prestiti da 1 a 1,5 miliardi di dollari in prestiti a basso interesse ogni anno fino al giugno 2025.  Il giorno successivo il presidente Usa Donald Trump ha chiesto alla Banca Mondiale di interrompere il prestito di denaro alla Cina.

“Perché la Banca mondiale sta prestando denaro alla Cina? Questo può essere possibile? La Cina ha molti soldi e, se non lo fanno, li creano. STOP!” Ha sentenziato l’inquilino della Casa Bianca su  su Twitter.

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