Innovazione

Yahoo mette in vendita brevetti e proprietà immobiliari

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Yahoo valuta l’ipotesi di vendere brevetti, proprietà (anche immobiliari) e altri asset no-core per tre miliardi di dollari

Giorni decisi per le sorti di Yahoo. Il Ceo Marissa Mayer e i suoi, secondo quanto riferito dal Cfo dell’azienda, Ken Goldman, stanno valutano l’ipotesi di vendere brevetti, proprietà (anche immobiliari) e altri asset no-core. Il tutto dovrebbe portare nelle casse del colosso del Web tre miliardi di dollari (circa).

Rappresenterebbe, questa, una mossa strategica veloce per recuperare ‘qualche’ dollaro. La cessione dei brevetti e delle proprietà è stata decisa dalla Strategic Review Committee, commissione indipendente insediatasi per valutare le sorti del colosso del web, perchè potrebbe essere un affare da realizzarsi in tempi stretti, mentre la vendita del core business richiederà ancora qualche mese.

Mentre si decide per la vendita dei brevetti, in queste ore gli esperti chiamati da Yahoo, stanno avviando i contatti con potenziali acquirenti interessati alle attività core di Yahoo (motore di ricerca, servizio di posta elettronica e sezione news).

Ad aver mostrato il proprio interesse verso il gigante di Internet sono stati i colossi delle telecomunicazioni come Verizon, Comcast e At&t. Le prime indiscrezioni svelano che At&t, pur di lanciarsi in nuovi mercati, sarebbe disposta a investire quest’anno 10 miliardi di dollari. Secondo quanto riportato da Bloomberg, vorrebbero acquistare Yahoo anche società di private equity, quali Bain capital partners, KKR e Tpg. Ma le prime vere offerte potrebbero arrivare solo tra un mese. Anche Time Inc, società che edita 130 riviste fra le quali Sports Illustrated, People e Time, starebbe pensando seriamente di acquisire il motore di ricerca.

Nella scelta del possibile acquirente, secondo una notizia riportata dal New York Post, si terrà conto di chi sarà disposto a tenere come Ceo Marissa Mayer (Time Inc. o Verizoon sembrerebbe che non terrebbero alla guida la Mayer).

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Perchè Yahoo È in crisi?

Se è vero che la pressione su Yahoo si è enfatizzata solo negli ultimi mesi, è anche vero che la grave situazione in cui adesso si trova l’azienda ha radici lontane. Senza dubbio, il motore di ricerca è stato un gigante del web, grazie anche alla fornitura di servizi gratuiti di posta elettronica.

Yahoo è stato fondato da due giovani ricercatori della Stanford University, David Filo e Jerry Yang. Il motore di ricerca sfruttava il servizio di posta per attrarre investimenti pubblicitari, ottenendo gran successo nei primi anni.
A segnare l’inizio del declino è l’arrivo, mentre si contendevano il mercato Yahoo e Google, di Microsoft, interessato ad acquistare il pacchetto di maggioranza delle azioni della compagnia della rete. A respingere l’offerta (di 44,6 miliardi di dollari) è stato Jerry Yang. Respingere l’offerta per Yahoo, forte in quel periodo delle quotazioni in borsa, significava vincere la battaglia contro Microsoft. Ma proprio da quella battaglia è iniziata la fine del colosso. In pochi mesi le azioni di Yahoo! hanno perso metà del loro valore e Jerry Yang è stato costretto a lasciare il consiglio di Amministrazione. A sostituirlo è stata Marissa Mayer, prima ingegnere donna assunta da Google.

 

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