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Vita su Marte? Parla Paolo Nespoli

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viaggi marziani
“Sono certo che nei prossimi anni riusciremo a capire se il pianeta rosso ha ospitato, oppure ospita ancora, forme di vita”. Commenta così Paolo Nespoli l’annuncio Nasa del ritrovamento di molecole organiche su Marte.

IL PIANETA ROSSO

Ricostruito l’identikit di Marte all’inizio della sua storia, circa 3,7 miliardi di anni fa: era un luogo freddo e ghiacciato, ma con sistemi idrotermali potenzialmente favorevoli alla vita. Lo indica l’analisi delle immagini della regione Sisyphi Planum, che un tempo era costellata di vulcani attivi sotto il ghiaccio, simili a quelli dell’Islanda. Pubblicato sulla rivista Icarus, il risultato si deve al gruppo dell’americana Purdue University, guidato da Sheridan Ackiss, e arriva subito dopo l’annuncio che il rover Curiosity della Nasa ha individuato molecole organiche sulla superficie del pianeta rosso.

LA SPEDIZIONE 53 SULLA ISS

In fondo, per l’astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea (Esa) “il nostro mondo è solo uno dei granelli di sabbia di quel che conosciamo”. L’occasione è l’incontro ‘La spedizione 53 sulla Iss: avamposto umano nello spazio’, organizzato a Roma allo Stato Maggiore dell’Esercito, di cui in passato Nespoli è stato incursore, insieme a 4 dei suoi 5 compagni di viaggio: gli americani Randolph Bresnik, comandante della missione, Joseph Acaba e Mark Vande Hei, e il russo Sergej Rjazanskij.
“È la prima volta che ci ritroviamo tutti insieme da quando siamo rientrati”, ha spiegato Nespoli. Nel raccontare l’addestramento e la missione scherza con il comandante, l’americano Bresnik, che mostra come sulla Iss si “possono fare flessioni solo su un dito grazie alla microgravita'”.

NESPOLI: DA ASTRONAUTA A TURISTA SPAZIALE

L’astronauta italiano, protagonista della missione Vita dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), continua intanto la sua missione anche a Terra. Nespoli sarà infatti impegnato per oltre un anno nelle attività post volo che servono a raccogliere i risultati scientifici. “L’Iss è un incredibile laboratorio, ma i veri esperimenti viventi siamo noi astronauti”, ha spiegato. Alla domanda su cosa farà da grande, invece, non sa ancora dare una risposta, ma conclude spiegando di sognare già un ritorno in orbita, “stavolta magari come semplice turista spaziale”.

ACQUA SU MARTE?

Da tempo i ricercatori si chiedono se il giovane Marte fosse un pianeta freddo e ghiacciato, oppure caldo al punto da poter ospitare l’acqua liquida. Il pianeta infatti e’ disseminato di canali, strutture che somigliano a foci di fiumi e bacini modellati dall’acqua e Curiosity ha trovato minerali che si sono formati in presenza di acqua liquida. La ricerca chiarisce il dubbio, almeno per il periodo compreso tra il tardo Noachiano (fra 4,1 miliardi e 3,7 miliardi di anni fa) e l’inizio dell’Esperiano (tra 3,7 e 3 miliardi di anni fa), grazie all’analisi delle immagini catturate dallo spettrometro Crism (Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars) a bordo della sonda Mro della Nasa.

LA SONDA TARGATA NASA

Questo strumento aiuta a identificare i minerali sulla superficie marziana dal modo in cui queste sostanze riflettono la luce e nella regione Sisyphi Planum ha permesso di individuare tre distinte combinazioni di minerali, a base di zolfo, gesso e una miscela di ossidi. Tutti questi minerali, secondo i ricercatori sono il prodotto dell’interazione tra lava calda e ghiaccio e sono simili a quelli che sulla Terra si formano in queste condizioni. “Ciò implica – scrivono i ricercatori nello studio – che in questa regione potrebbero esserci stati anche sistemi idrotermali in grado di rendere l’ambiente abitabile, ossia favorevole alla vita”.

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