Innovazione

Intelligenza Artificiale, tutti i dettagli sul piano Ue

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Dal 2019 al 2027, la Commissione Ue prevede di mobilitare fino a 15 miliardi di euro di investimenti per l’Intelligenza Artificiale. Articolo di Giusy Caretto 

Milano 2030. Un uomo si sente male per strada, arriva l’ambulanza. Un robot diagnostica quello che accade e manda in tempo reale la diagnosi e l’eventuale cura in ospedale, dove i dottori sono già pronti e preparati all’arrivo del paziente. Anche altri automi confermano la diagnosi, prescrivono la stessa cura. Benvenuti nell’era dell’algoritmo, nell’era in cui tutto è riconducibile a fatti oggettivi, a dati analizzabili ed incrociabili ad una macchina che decide per noi.

I vantaggi saranno numerosi: gli autonomi non si stancano, dovrebbero sbagliare meno e soprattutto prendere al vaglio tutte le ipotesi, conoscere le più svariate soluzioni, sempre. E questo porterà anche grandi ed importanti vantaggi economici, che l’Europa non vuole farsi sfuggire, come scrive Affari e Finanza. Ma il Vecchio Continente è ancora indietro rispetto a Giappone, Usa, Cina. Bisogna accelerare, investire.

CON AUTOMAZIONE FINO A 12 TRILIONI DI IMPATTO ECONOMICO

Partiamo proprio da qui. Dai vantaggi economici che dovrebbe portare l’Intelligenza Artificiale: secondo Bruxelles, l’automazione ed i robot dovrebbero portare un impatto sull’economia che va dai 6,5 ai 12 trilioni di euro. Numeri che non stupiscono per niente, se si pensa che proprio grazie alla diffusione dell’Intelligenza Artificiale potrà aumentare fino al 40% la produttività delle industrie.

UE DEVE ACCELERARE

Se i vantaggi sono enormi, però, l’Europa fino ad oggi non ci ha creduto abbastanza. Il Vecchio continente è nettamente dietro a Stati Uniti, Giappone, Cina per sviluppo tecnologico. Secondo i dati di Bruxelles, nel 2017 in Europa solo il 25% delle grandi industrie e il 10% delle piccole si è affidata ai Big Data. Bisogna accelerare.

SUL PIATTO FINO A 15 MILIARDI DI INVESTIMENTI

Qualcosa però sta cambiando: Bruxelles prova a mobilitare risorse Ue, nazionali e private. Nel piano 2019-2020, l’Europa mette sul piatto più di un miliardo di euro per ricerca e sviluppo in tecnologia su Intelligenza Artificiale, reti e piattaforme. Ma la vera spinta sulla nuova tecnologia arriverà solo a partire dal 2020: entro il 2017, la Commissione proverà ad investire fino a 14 miliardi di dollari in intelligenza artificiale (cifra che dovrà essere approvata dai Comuni).

I ROBOT RUBERANNO IL LAVORO?

Non solo vantaggi, dobbiamo ammetterlo. I robot potrebbero anche rubare il lavoro (cosa di cui è convinto il 72% dei cittadini dell’Unione Europea). Gli automi sono già entrati nelle fabbriche e negli uffici di tutto il mondo. Almeno secondo un rapporto dell’International Federation of Robotics, secondo cui sono già operativi in tutto il mondo oltre 1,5 milioni di robot industriali. E il numero è destinato almeno a raddoppiare entro il 2025.

Concentrandoci sul nostro Paese, a causa dell’automazione, in Italia la percentuale di occupati a rischio è pari al 14,9%, ovvero 3,2 milioni di persone, secondo la ricerca “Adp 5.0: come la digitalizzazione e l’automazione cambiano il modo di lavorare” condotta da The European House-Ambrosetti, per conto della costola italiana della multinazionale americana Adp, leader mondiale in ambito Human Capital Management, 3,2 milioni di persone rischiano di perdere il proprio posto di lavoro a causa della tecnologia. E tra i settori in cui i robot potrebbero meglio sostituire l’uomo ci sono agricoltura e pesca (25%), commercio (20%) e l’industria manifatturiera (19%).

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