Innovazione

Tutte le (nuove) vulnerabilità di WhatsApp

di

WhatsApp studio CheckPoint

Uno studio condotto dalla  israeliana Check Point Software Technologies ha dipinto scenari allarmanti circa la possibilità che il software di messaggistica più popolare si trasformi in potenziale veicolo di vere e proprie fake news e vere e proprie truffe online.

Non è la prima volta che WhatsApp finisce al centro della scena per falle di sistema più o meno gravi. Uno studio condotto dalla  israeliana Check Point Software Technologies Ltd, azienda produttrice di dispositivi di rete e software, specializzata in prodotti relativi alla sicurezza quali firewall e VPN, ha dipinto scenari allarmanti circa la possibilità che il software di messaggistica più popolare si trasformi in potenziale veicolo di vere e proprie fake news e vere e proprie truffe online. Aggirarne le barriere di sicurezza, infatti, sarebbe relativamente semplice, di contro la limitata architettura del software non consentirebbe altrettanto semplicemente di blindare gli accessi agli hacker. Ma andiamo con ordine.

COSA DICE LO STUDIO SU WHATSAPP

Sono almeno tre le vulnerabilità di WhatsApp individuate dagli esperti del noto antivirus Zone Alarm e notificate al colosso di Mark Zuckerberg. Una, da quanto si apprende, sarebbe stata risolta. La più preoccupante è invece più recente, introdotta attraverso la nota funzionalità “citazione”. Questa feature che, normalmente, in una conversazione di gruppo permette di fare chiarezza e aiutare i destinatari a comprendere a quale messaggio si stia rispondendo, consentirebbe ai più esperti di cambiare l’identità del mittente e di modificare il testo del proprio interlocutore con frasi mai scritte.

PERCHE’ E’ UNA FALLA PERICOLOSA

Un video permette di comprendere meglio come sia possibile intervenire su di una citazione distorcendola a proprio favore. E se l’esempio riportato non sembra essere in grado di fare scorgere la pericolosità di una simile falla, lascia comunque la porta aperta a eventuali truffe online e anche alla propagazione di vere e proprie fake news veicolate con intelligenza. Inoltre, assesta un colpo alla attendibilità di WhatsApp come eventuale fonte di prova nei giudizi. Pensiamo per esempio a casi di ingiuria dove la prova della stessa è costituita proprio da un messaggino insultante. O, ancora, a cause di separazioni e divorzi giudiziali costruiti sulla presunta infedeltà del coniuge che viene testimoniata da messaggi via cellulare.

LA REPLICA DI FACEBOOK

Da parte sua, però, Mr. Facebook non ci sta a rubricare questo bug come una falla di sistema. E pone sul piatto della bilancia un altro tema assai sentito: quello della privacy. In una nota, infatti, la società ha risposto: “Abbiamo rivisto il problema lo scorso anno ed è falso affermare che ci sia una vulnerabilità sulla sicurezza di WhatsApp. Lo scenario descritto è l’equivalente mobile dell’alterazione di un thread di email, per far sembrare che una persona abbia detto cose che nella realtà non ha però mai scritto. Dobbiamo ricordare che risolvere il problema esposto dai ricercatori significherebbe rendere WhatsApp meno privato, obbligandoci a salvare informazioni sull’origine dei messaggi”.

WHATSAPP E’ SICURO?

La sola certezza è che WhatsApp, come viene riportato dallo studio israeliano, conta al momento oltre 1,5 miliardi di utenti in oltre 180 Paesi. Si prevede che il numero di utenti di WhatsApp negli USA salirà a 25,6 milioni entro il 2021. L’utente medio controlla il software più di 23 volte al giorno. Via WhatsApp sorgono e tramontano migliaia di storie d’amore, progetti lavorativi, veri e propri contratti. Data l’essenzialità dello strumento, è doveroso auspicare che non si trasformi in veicolo di potenziali raggiri.

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