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Chip, perché la taiwanese Tsmc investirà negli Usa

Tsmc annuncia un nuovo investimento da 100 miliardi di dollari negli Usa destinati alla realizzazione di quattro impianti produttivi all’avanguardia in Arizona. 

Taiwan Semiconductor Manufacturing Company (TSMC), il leader mondiale nella produzione di semiconduttori e fornitore chiave di Nvidia e Apple, ha annunciato un nuovo piano di espansione negli Stati Uniti.

Con un ulteriore investimento di 100 miliardi di dollari, l’azienda taiwanese porta il proprio impegno complessivo sul suolo americano a 265 miliardi. Si tratta di un segnale potente che premia gli sforzi dell’amministrazione Trump per riportare negli Stati Uniti la manifattura avanzata di tecnologie strategiche, riducendo la dipendenza dall’Asia.

Come spiega il Financial Times nel report che analizza la notizia, l’annuncio di TSMC è arrivato in concomitanza con risultati finanziari straordinari per il secondo trimestre, trainati dal boom dell’IA, e con un significativo rialzo delle previsioni di ricavi e di spesa in conto capitale.

Il balzo negli investimenti statunitensi

Lo stanziamento di 100 miliardi di dollari servirà alla realizzazione di quattro nuovi impianti produttivi TSMC in Arizona.

Questi stabilimenti saranno all’avanguardia e comprenderanno linee dedicate alla produzione dei chip più sofisticati, a partire dai processi a 2 nanometri e oltre. Sono inoltre previsti impianti specializzati nell’“advanced packaging”, una tecnologia essenziale per assemblare semiconduttori sempre più complessi e performanti.

Il nuovo impegno di TSMC si aggiunge ai 65 miliardi già promessi durante l’amministrazione Biden e ai 100 miliardi annunciati a marzo 2025, poco dopo l’inizio del secondo mandato di Donald Trump.

Howard Lutnick, segretario al Commercio degli Stati Uniti, ha salutato l’operazione sottolineando che creerà decine di migliaia di posti di lavoro e contribuirà a riportare sul territorio nazionale la produzione avanzata di semiconduttori.

L’annuncio arriva inoltre dopo un importante accordo commerciale da 250 miliardi siglato a gennaio tra Washington e Taipei.

Risultati finanziari da record

I conti del secondo trimestre di TSMC hanno superato ogni aspettativa. L’azienda ha riportato un utile netto di 706,6 miliardi di nuovi dollari taiwanesi, pari a circa 22 miliardi di dollari Usa, registrando un balzo del 77% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e superando le stime degli analisti, che si fermavano intorno ai 630 miliardi di NT$.

Anche il fatturato ha mostrato una crescita robusta, aumentando del 36% e raggiungendo quota 1,27 trilioni di NT$.

Il CEO CC Wei ha espresso grande fiducia nel futuro, affermando che “la convinzione nel megatrend pluriennale dell’IA rimane molto alta”.

La domanda esplosiva proveniente dai data center per l’IA ha generato una carenza diffusa di chip, con effetti anche sui prezzi per altri clienti, tra cui i produttori di dispositivi elettronici di consumo.

Previsioni ottimistiche

Forte di questi risultati, l’azienda ha rivisto al rialzo le proprie aspettative. Per il terzo trimestre si aspetta ricavi compresi tra 44,6 e 45,8 miliardi di dollari, con una crescita del 37% su base annua.

Ancora più rilevante è l’aumento delle previsioni di spesa in conto capitale per l’intero anno, passate da una forchetta di 52-56 miliardi a 60-64 miliardi di dollari.

Rispondendo alle domande degli analisti sulla durata dell’attuale carenza di chip per l’IA, Wei si è mostrato molto ottimista: la domanda dovrebbe rimanere “molto forte” almeno fino al 2029-2030.

Le sfide legate all’espansione internazionale

Nonostante i risultati brillanti, l’espansione al di fuori di Taiwan non è senza costi per TSMC. La crescita della produzione all’estero e la maggiore quota di chip più avanzati, che richiedono investimenti elevati, porteranno a una diluizione dei margini di profitto nella seconda metà dell’anno.

Il CEO ha precisato che la tempistica esatta dei nuovi investimenti americani dipenderà dalle condizioni di mercato e dalla domanda dei clienti. “Faremo tutto il possibile per accelerare”, ha aggiunto Wei, sottolineando che l’attuale divario tra domanda e offerta è particolarmente ampio e che l’azienda sta lavorando intensamente per ridurlo il più rapidamente possibile.

Il ridisegno della catena di fornitura

I dati del trimestre evidenziano chiaramente come l’IA stia trasformando profondamente il modello di business di TSMC.

Il segmento high-performance computing, che include i chip di Nvidia destinati ai data center IA, ha raggiunto il 66% del fatturato totale, crescendo del 20% rispetto al trimestre precedente. Al contrario, i chip per smartphone, che fino a pochi anni fa rappresentavano la voce principale delle vendite, sono scesi al 22% del totale, con un calo del 4% su base trimestrale.

Questo spostamento di pesi riflette un fenomeno più ampio che sta interessando l’intera industria dei semiconduttori.

Solo un giorno prima dell’annuncio di TSMC, anche ASML, il principale fornitore olandese di macchinari per la litografia, aveva rivisto al rialzo le proprie previsioni annuali, confermando che i produttori di chip stanno correndo per stare al passo con la domanda generata dall’IA.

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