Innovazione

Tofalo (M5S) benedice il centro cyber della cinese Zte a Roma

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Il gruppo cinese delle tlc Zte ha scelto Roma come sede del suo primo laboratorio di cybersecurity in Europa alla presenza del sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo (M5S). Fatti, annunci e qualche sbuffo

 

Zte sceglie Roma per inaugurare il suo primo laboratorio di cybersecurity in Europa, secondo al mondo dopo quello aperto in Cina. Tra qualche settimana il gruppo cinese che produce dispositivi e sistemi di telecomuncazione aprirà un altro centro dedicato alla cybersecurity a Bruxelles.

Il laboratorio di Roma si trova all’interno della sede del gruppo all’Eur, conta al momento circa 10 dipendenti e ha necessitato di un investimento di qualche decina di milioni di euro, secondo i numeri comunicati dal gruppo cinese.

La scelta dell’Italia, spiega Zte, è avvenuta perché il nostro Paese è considerato dal gruppo cinese l’hub europeo dove portare avanti un piano di investimenti.

Alla cerimonia di apertura erano presenti Angelo Tofalo, sottosegretario M5S della Difesa, Flavia Marzano, assessore al comune di Roma retto dalla grillina Virginia Raggi, Zhong Hong, chief security officer di Zte, e Li Bin, ministro consigliere dell’ambasciata cinese in Italia.

Il laboratorio di cybersecurity mira a fornire ai clienti globali, ai regolatori e ad altre parti interessate servizi di valutazione della sicurezza e audit, come la revisione del codice sorgente sui prodotti Zte, tra cui 4G e 5G, audit della progettazione della sicurezza, revisione dei documenti procedurali, test della scatola nera e test di penetrazione. E’ inoltre una piattaforma di cooperazione e di ricerca che consente al settore ict globale di condurre approfondite ricerche e analisi nel campo della sicurezza. “Il laboratorio di sicurezza è una piattaforma aperta e cooperativa per il settore”, ha dichiarato Zhong Hong, chief security officer di Zte, nel discorso di apertura.

Oggi – ha commentato il sottosegretario pentastellato alla Difesa, Tofalo, nella passata legislatura membro grillino del Copasir – da rappresentante del Governo mi faccio portavoce della grande sensibilità che stiamo dedicando al tema della sicurezza cibernetica e quindi della sicurezza nazionale. E’ doveroso e ancor di più strategico per l’Italia collaborare e condividere questa sfida con i principali stakeholders e affrontare sempre meglio le minacce del futuro”.

Tofalo ha inoltre sottolineato che “stiamo lavorando a interventi normativi per creare e rafforzare il perimetro di sicurezza nazionale, ampliare la Golden Power rendendola applicabile anche sulla tecnologia 5G, costituire i centri di certificazione e valutazione di hardware e software e allo stesso tempo aprendo nuove collaborazioni all’insegna della trasparenza”. Per queste motivazioni, ha concluso Tofalo, “è una grande opportunità che Zte abbia scelto l’Italia come primo Paese europeo in cui aprire un cyber security lab”.

Le presenze dei grillini all’evento non ha destato sorpresa tra gli addetti ai lavori, visto che il Movimento 5 Stelle ha un atteggiamento non negativo nei confronti delle attività in Italia dei colossi cinesi come Huawei  e Zte.

Anche se esperti del settore – anche a livello istituzionale – avevo consigliato Tofalo a una certa cautela. Anche perché alcuni addetti ai lavori si chiedono quale sarà davvero il livello professionale del centro cyber a Roma in termini di risorse e competenze.

Significativi di questi umori è un commento su Facebook alla notizia di Zte postata dal professor Marco Mayer di Corrado Giustozzi, esperto di sicurezza cibernetica e membro del Permanent Stakeholders’ Group dell’Enisa, l’Agenzia dell’Unione europea per la sicurezza delle reti e dell’informazione:

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