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TikTok ammette che i dipendenti cinesi possono accedere ai dati europei

Tiktok

TikTok ha comunicato che i suoi dipendenti al di fuori dell’Europa, inclusi quelli che si trovano in Cina, possono accedere ai dati personali degli utenti europei

 

TikTok ammette: i dati degli utenti europei sono accessibili ai dipendenti al di fuori del Vecchio continente, inclusa la Cina.

Il 2 novembre TikTok, di proprietà della società cinese ByteDance, ha aggiornato le sue politiche sulla privacy per gli utenti europei. “A partire da oggi, stiamo inviando notifiche relative all’aggiornamento della nostra Privacy Policy per lo Spazio Economico Europeo, il Regno Unito e la Svizzera. Gli aggiornamenti offrono maggiore trasparenza riguardo a come condividiamo le informazioni degli utenti al di fuori dell’Europa”, spiega Elaine Fox, Head of Privacy, Europe di TikTok.

L’aggiornamento fornisce anche spiegazioni riguardo le diverse modalità in cui possono essere raccolte informazioni sulla posizione degli utenti europei.

La mossa riflette l’intenso controllo che TikTok ha dovuto affrontare sui suoi flussi di dati internazionali tra le preoccupazioni politiche e normative sull’accesso cinese alle informazioni degli utenti sulla piattaforma. Da sempre TikTok ha respinto le accuse. La società insiste sul fatto che non ha mai fornito dati utente al governo cinese. E che archivia i dati degli utenti negli Stati Uniti e a Singapore e in Irlanda. In quest’ultimo paese a partire dal 2023 quando sarà aperto il suo nuovo data center.

Tutti i dettagli.

L’ARCHIVIAZIONE DEI DATI EUROPEI NEGLI USA E A SINGAPORE

Innanzitutto “i dati degli utenti europei sono attualmente conservati negli Stati Uniti e a Singapore” precisa TikTok.

MA L’ACCESSO AI DATI ANCHE AI DIPENDENTI DI TIKTOK IN CINA (E NON SOLO)

Dopodiché, “Sulla base di effettive necessità per lo svolgimento del proprio lavoro,  consentiamo l’accesso remoto ai dati degli utenti TikTok ad alcuni addetti che fanno parte della nostra azienda che si trovano in Brasile, Canada, Cina, Israele, Giappone, Malesia, Filippine, Singapore, Sud Corea e negli Stati Uniti” ha spiegato la società cinese.

Tutto ciò “nel rispetto di una serie di solidi controlli di sicurezza e protocolli di approvazione, e attraverso metodi riconosciuti dal Gdpr” puntualizza TikTok.

I dati potrebbero essere utilizzati per condurre controlli su aspetti della piattaforma, precisa TikTok.

In realtà non c’è molto da stupirsi. Come ricorda il Guardian, TikTok aveva già riconosciuto che alcuni dati utente sono accessibili ai dipendenti della società madre, ByteDance, in Cina.

GLI SFORZI DI TIKTOK

Tuttavia, la società rassicura che “I nostri sforzi si concentrano sulla limitazione del numero di dipendenti che hanno accesso ai dati degli utenti europei, sulla riduzione al minimo dei flussi di dati al di fuori dell’Europa e sulla conservazione dei dati degli utenti europei a livello locale”.

LE PRESSIONI POLITICHE SULL’APP CINESE

L’aggiornamento dell’informativa sulla privacy si applica al Regno Unito, allo Spazio economico europeo e alla Svizzera e entrerà in vigore il 2 dicembre.

La modifica riguarda più di un miliardo di utenti in tutto il mondo di TikTok.

La crescita della popolare app di video brevi è certificata anche dal nuovo rapporto pubblicato un mese fa da Sensor Tower. Dal report emerge che TikTok è diventata l’app con il maggior incasso al mondo anche se il mercato generale sta registrando un leggero calo.

Ma la mossa avviene in un contesto di pressioni politiche e normative sull’uso dei dati generati dall’app.

A PARTIRE DAGLI USA

Nell’agosto 2020 TikTok era finito nel mirino dell’amministrazione Usa dell’ex presidente Donald Trump. All’epoca la Casa Bianca aveva ordinato alla società cinese di cedere la sua attività TikTok negli Stati Uniti sulla scia di timori per la sicurezza nazionale. Ma da quel momento l’amministrazione americana è cambiata.

L’attuale presidente Usa Biden ha ordinato infatti la cancellazione degli ordini esecutivi di Trump relativi a TikTok. Tuttavia, Biden ha chiesto al dipartimento del commercio statunitense di produrre raccomandazioni per proteggere i dati delle persone negli Stati Uniti da “avversari stranieri”. Anche il Comitato per gli investimenti esteri negli Stati Uniti (Cfius), che esamina gli accordi commerciali con le società non statunitensi, sta conducendo una revisione della sicurezza di TikTok, ricorda il Guardian.

L’INDAGINE AVVIATA IN IRLANDA

Senza dimenticare che nel 2021 anche la Commissione per la protezione dei dati dell’Irlanda (che è il regolatore di riferimento per TikTok in tutta l’Ue), ha avviato un’indagine sui “trasferimenti di dati personali da parte di TikTok in Cina”.

Il Garante della Privacy irlandese ha dichiarato ieri a TechCrunch che si aspetta che la sua indagine su TikTok passi alla fase successiva nei prossimi mesi. Una bozza di decisione dovrebbe arrivare agli Garanti dell’Ue per la revisione nel primo trimestre del prossimo anno.

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