Innovazione

Test sierologici Covid-19, a che punto siamo?

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Il Consiglio Superiore di Sanità accelera sui test sierologici, ma tante sono ancora le questioni da risolvere

La caccia agli anticorpi nei pazienti infettati da Covid-19 sarà importante per la fase 2, quando si deciderà di riaprire aziende e negozi progressivamente. Chi ha già contratto il Covid-19 (senza magari manifestare i sintomi) può ottenere una specie di “patente di immunità” e tornare prima di altri (se il Governo dovesse optare per questa soluzione) a lavoro o ad una vita normale.

Ma a che punto siamo?

SERVE VALIDAZIONE

La maggior parte dei test di questo tipo, però, deve essere ancora validata. In pratica, bisogna ancora dimostrare scientificamente se funzionano e danno risultati affidabili. La validazione dovrebbe arrivare a breve, come aveva già detto il presidente del Consiglio superiore di sanità Franco Locatelli, ma serve prudenza.”Dobbiamo muoverci in una logica di test sierologici solidi che diano risultati affidabili di comprovata utilità anche per la sicurezza del lavoro ma questo tipo di analisi sono la classica materia di pertinenza delle strutture sanitarie e del Sistema sanitario nazionale”, ha ribadito in conferenza stampa Locatelli ieri. Sarà il Cts a dare le linee per la validazione.

CRITERI CAMPAGNA ANCORA DA STABILIRE

Da definire, poi, ci sono anche i criteri per la campagna sui test sierologici, spiega Locatelli. Si deve decidere “il dimensionamento campionario e la raccolta dei campioni in riferimento ai laboratori che dovranno essere presenti in tutte le regioni”.

TUTTO PRONTO NELLE PROSSIME SETTIMANE?

Tempi ancora troppo lunghi, dunque? No, secondo il presidente. “Non andremo per le lunghe né nell’attivazione dello studio né nella sua condivisione. Dare una data è complicato ma dico chiaramente nel giro delle prossime poche settimane tutto inizierà”.

POLICLINICO PAVIA IN PRIMA LINEA

Un test di sierologia, quello dello DiaSorin (qui i dettagli), è “oggetto di un’analisi approfondita da parte della virologia del policlinico S. Matteo di Pavia”, ha detto Locatelli.

“Ci fa piacere che questa piattaforma sia stata validata in un laboratorio importante, ma i criteri a cui noi faremo riferimento, quindi elevata specificità e sensibilità, capacità di applicazione su larga scala, potenzialità di processare elevato numero di campioni e rapidità, sono caratteristiche a cui dovranno corrispondere tutti i test che verranno presi in considerazione”.

TAMPONI FONDAMENTALI PER SCOVARE POSITIVI

In attesa dei test sierologici, si prova ad accelerare sui tamponi. “Con più tamponi si trovano più soggetti positivi”, ha detto Franco Locatelli.

“Poter effettuare più tamponi è un valore, e ieri ne sono stati fatti più di 850 mila. Nel giro di pochi giorni sono stati accreditati 126 laboratori per eseguirli”.

L’obiettivo “è fare i tamponi a tutti coloro che hanno l’indicazione” per essere sottoposti a questo test, “e farli nel minor tempo possibile”.

SICILIA: MANCANO I TAMPONI PER POST-QUARANTENA

E in questo senso si muove la Regione Sicilia, che effettuerà i tamponi a tutti i cittadini a cui è stata imposta la quarantena obbligatoria, anche se non presentano sintomi alla fine di questa.

Ai cittadini, spiega l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, è stato chiesto “di attendere qualche altro giorno in più perché vogliamo che in ciascuno di questi soggetti venga effettuato un controllo sanitario o con un tampone o con uno degli altri 11 sistemi di controllo che sono stati liberati da pochissimi giorni dal ministero della salute”

DIECI LABORATORI PER IL POST QUARANTENA IN SICILIA

Per ovviare al problema, la Sicilia è a lavoro per adibire “dieci laboratori dedicati soltanto ai tamponi post-quarantena, con l’utilizzo di strutture private che ci consentiranno di mettere assieme ogni giorno 1.200 tamponi che sono diversi da quelli che sono negli ospedali. Una linea a parte indispensabile a tutela della salute pubblica”, in base a quanto annunciato dall’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza.

“E’ uno sforzo organizzativo enorme e mi scuso con i cittadini che stanno attendendo qualche giorno in più. Abbiamo di questi cittadini già acquisito circa 6.000 tamponi e ne sono stati elaborati oltre 4.000, ma ne abbiamo rinvenuto 39 positivi. Ecco perché è importante chiedere pazienza, dobbiamo evitare che un soggetto che sta benissimo a casa, confortato da uno stato di salute assolutamente e apparentemente perfetto, magari è un soggetto positivo, ma asintomatico, che se reinserito in maniera precoce nel contesto sociale può contagiare altre persone e non possiamo permettercelo”.

MANCANO TAMPONI IN VAL SERIATE

I tamponi, però, mancano proprio in una zona martoriata dal coronavirus, in Val Seriate. “Non possiamo prescrivere tamponi e consideriamo malati chi ha due sintomi di Covid-19. Un centinaio dei miei pazienti sono sintomatici, 10 sono morti, di questi due avevano meno di 65 anni, 4 sono ricoverati, 8 in ossigenoterapia intensiva domiciliare, una quarantina sono guariti”, ha dichiarato la dottoressa Paola Bocchi medico di base ad Alzano Lombardo.

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