Innovazione

Falcon Heavy, ecco come prosegue il viaggio della Tesla verso Marte

di

falcon heavy

Quello che sta accadendo alla Tesla rossa in orbita e la ricostruzione del lancio del Falcon Heavy di Elon Musk nel pezzo di Giusy Caretto

Il razzo Falcon Heavy di Elon Musk ha superato con successo il suo volo di prova. Grazie ad una agenzia spaziale privata ed un gigante dello spazio che ha ben fatto il suo dovere, gli Stati Uniti possono tornare a vantare la capacità di portare in orbita equipaggi umani e, se vogliamo sognare come farebbe Musk, anche la capacità di far viaggiare verso Marte tutti i turisti che lo desiderino.

Nel lancio avvenuto ieri sera, alle 21:45 ora italiana, Falcon Heavy ha trasportato verso il pianeta rosso una Tesla Roadster color ciliegio.

Musk, nella serata del 6 febbraio 2018, ha fatto la storia. Il potente razzo progettato da SpaceX è alto 70 metri, vanta una potenza di spinta al decollo di 2.300 tonnellate ed è in grado di inviare una navicella di 16,8 tonnellate sulla Luna e su Marte, oppure spedire in orbita bassa un carico utile di 63,8 tonnellate e in orbita alta di 26,7. Falcon Heavy è costuito da tre Falcon 9 appaiati, per un totale di 27 motori Merlin, in grado di generare 23 MegaNewton di spinta.

UN SUCCESSO

In pochi si aspettavano che il lancio potesse concludersi con successo. La stessa agenzia spaziale aveva messo le mani avanti, annunciando in un comunicato che si trattava di una prova e che qualcosa poteva anche andare storto. Tutto, però, sarebbe servito a raccogliere dati ed informazioni. E invece, Elon Musk può dirsi soddisfatto: 2 minuti e 45 secondi dopo il lancio, a oltre 30 km di altezza, i due booster laterali si sono staccati e hanno cominciato la loro manovra di rientro, mentre i 9 motori del core centrale hanno diminuito la loro potenza per conservare propellente.

Il core centrale si è poi spento pochi secondi dopo (3 minuti e 15 secondi), mentre il motore del secondo stadio si è acceso e si è allontanato col fairing che, a 4 minuti dal lancio, si è aperto lasciando esposta la Tesla Roadster. Due minuti dopo la sua velocità era già di 15.000 km/h.

Alle 21:54, come da piani, ma non come le attese, i due booster laterali sono atterrati a Cape Canaveral, senza il minimo errore. Solo il core centrale non è riuscito ad atterrare sulla drone ship nell’Oceano Atlantico.

UNA TESLA ROSSA VERSO MARTE

La Tesla Roadster, invece, sta sfrecciando verso la fascia degli asteroidi che si trova fra la Terra e Marte, accompagnata dalla musica di David Bowie. Grazie a ben tre telecamere, è possibile anche ammirare lo spettacolare viaggio: al volante della vettura si intravede Starman, il manichino vestito da astronauta, sull’autoradio la scritta “Don’t Panic” e sulla scheda madre della centralina elettronica dell’auto una scritta: “Made on Earth by humans”.

La Tesla Roadster sta viaggiando alla velocità di 11 chilometri al secondo, non toccherà mai la superficie del pianeta rosso. Le regole relative alla protezione planetaria impongono infatti di evitare qualsiasi forma di contaminazione.

 

 

ED ORA?

Ed ora le aspettative su quello che sarà sono davvero alte. Il successo del lancio, infatti, è solo un nuovo punto di partenza. Grazie a Space X, infatti,  gli Stati Uniti saranno in grado di trasportare astronauti in orbita, una capacità vantata oggi esclusivamente da Russia e Cina. Con molta probabilità, dunque, il prossimo passo sarà utilizzare il Falcon Heavy per portare in orbita equipaggi umani.

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER

Iscriviti alla nostra mailing list per ricevere la nostra newsletter

Iscrizione avvenuta con successo, ti dovrebbe arrivare una email con la quale devi confermare la tua iscrizione. Grazie, il tuo Team Start Magazine

Errore

Articoli correlati