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G2G, ecco come Stati Uniti, Francia, Germania e Regno Unito tutelano le aziende della Difesa nell’export

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Pubblichiamo un estratto dello studio “La regolamentazione italiana degli accordi G2G nel settore della difesa” a cura di Alessandro Marrone, Michele Nones e Ester Sabatino dello Iai

Gli accordi G2G negli Stati Uniti (Usa) avvengono per mezzo del sistema identificato con Foreign Military Sales (Fms). La legislazione Usa riconosce la necessità di limitare il commercio di armamenti, ma evidenzia la complessità e lo sforzo economico che un Paese deve affrontare se decide di procedere autonomamente alla produzione dei sistemi d’arma.

Il G2G americano è particolarmente strutturato e si propone come supporto non solo al proprio apparato di difesa, ma anche a quello di Paesi terzi, attraverso strumenti come il Foreign Military Financing (Fmf) che permette di finanziare l’acquisto di beni e servizi militari dagli Stati Uniti attraverso accordo G2G. Anche qualora uno stato acquirente dovesse scegliere di non ricorrere all’intermediazione e alle garanzie del governo americano, l’amministrazione centrale è in grado di fornire supporto variabile grazie ad accordi ibridi, per soddisfare al meglio le esigenze del compratore. Questa pletora di possibilità non riguarda solo la fornitura di armamenti e il relativo training operativo, ma interessa anche il miglioramento delle strutture e capacità del Paese partner nel mantenimento e miglioramento della propria sicurezza nazionale, sfruttando, così, a pieno i risvolti politici di questi accordi, permettendo agli Usa di essere il primo esportatore al mondo di armamenti per volume d’esportazioni.

La Francia considera l’export della difesa un elemento fondamentale per sostenere l’industria nazionale e permetterle un costante investimento nello sviluppo di competenze e tecnologie necessarie ad assicurare un sistema di difesa all’avanguardia. Operativamente, il sistema G2G viene gestito dalla Direction générale de l’armement (Dga), in particolare dalla Diréction du développement international (Dga/Di). Il lavoro di quest’ufficio è completato e sostenuto da altre divisioni del Ministero delle Forze Armate e da società esterne che verificano i requisiti necessari alla sottoscrizione del G2G, in considerazione dei potenziali risvolti politico-strategici che l’accordo può generare.

Per meglio supportare la propria industria dell’aerospazio, sicurezza e difesa, la Francia ha recentemente introdotto anche la possibilità di sottoscrivere un “partenariato governativo”. Questa tipologia di accordo, sulla falsariga del Fms americano, viene stipulato solo quando il contratto ha una durata e dei contenuti — comprensivi di addestramento, supporto logistico e manutenzione — maggiori rispetto ai tradizionali G2G francesi.

La Germania costituisce eccezione al quadro europeo generale. Nonostante l’assenza di un sistema G2G e una politica nazionale restrittiva sull’esportazione di sistemi d’arma e beni a uso duale, Berlino si posiziona molto bene nel mercato mondiale. Ciò può essere ricondotto alla efficienza e alla competitività complessiva del sistema industriale, soprattutto nelle due maggiori aree di eccellenza, ovvero i mezzi terrestri e i sottomarini.

Le aziende tedesche procedono, come in tutti gli altri Paesi, con l’esportazione a valle di un processo di controllo sui requisiti da parte dell’Ufficio federale preposto al rilascio delle licenze. Tuttavia, l’esportazione di sistemi d’arma non è possibile se essa favorisce lo sviluppo autonomo e aggiuntivo di armamenti in altri Paesi. Questo avviene anche per le esportazioni di equipaggiamenti militari prodotti in una cooperazione europea. Al fine di tutelare la possibilità per la Germania di mantenere un approccio restrittivo, il governo federale ha recentemente aggiornato i “principi politici” alla base delle esportazioni, rendendo difficoltoso esportare armamenti prodotti a livello internazionale se non con il previo assenso di Berlino.

Il sostegno del Regno Unito all’esportazione è delineato nella National Security Strategy and Strategic Defence and Security Review, dove si indica che il raggiungimento di maggiori livelli esportativi permette economie di scala tali da generare un abbassamento dei costi unitari dei beni di difesa prodotti e utilizzati a livello nazionale. A tal fine il Regno Unito si è dotato di un impianto normativo e burocratico volto a promuovere le imprese nazionali all’estero e ad attirare l’interesse di potenziali stati acquirenti. Il sistema inglese consente anche di indirizzare gli investimenti verso prodotti e tecnologie specifiche che massimizzano l’export nazionale, reso possibile grazie alla creazione di opportunità di dialogo costante tra l’industria e il governo. Anche qualora non si dovesse giungere ad accordo G2G, il Governo offre supporto alle imprese in tutte le fasi dell’export, dalla stipula del contratto all’attuazione dello stesso.

L’impianto legislativo di riferimento comprende e riflette, al momento, anche la legislazione europea in materia. Tuttavia, una volta conclusosi il periodo di transizione per l’uscita completa del Regno Unito dall’Unione europea, resta da vedere se le normative europee finora adottate e attuate a livello nazionale rimarranno in vigore o se verranno modificate.

La Spagna ha dedicato una crescente attenzione all’industria nazionale dell’aerospazio, sicurezza e difesa, portando all’introduzione del sistema G2G nel 2011, diventato poi pienamente operativo grazie al perfezionamento legale e burocratico avvenuto nel 2015. Questa è risultata una scelta vincente. Comparando le esportazioni del 2011, senza sistema G2G, con quelle del 2017, con apparato a pieno regime, queste ultime sono più che raddoppiate.

Il G2G spagnolo può avvenire con due modalità differenti, a seconda che il contratto sia gestito totalmente, o solamente supervisionato, dal Ministero della Difesa. Nel secondo caso il governo è esente dalla definizione delle clausole contrattuali, dalla sua gestione economico-finanziaria e dai rischi collegati all’attuazione dell’accordo.

La Svezia è sprovvista di un sistema G2G definito per legge. Tuttavia, le esportazioni in ambito difesa rappresentano una voce importante per le industrie nazionali, tanto da essere comunque supportate tramite un sistema consolidato. Gli accordi G2G vengono espletati grazie all’azione congiunta dell’Ispettorato per i prodotti strategici (Inspectorate of Strategic Products, Isp), quale autorità amministrativa indipendente, e dell’Agenzia per gli equipaggiamenti della Difesa (Försvarets materielverk, Fmv) facente capo al Ministero della Difesa. Anche nel caso svedese il G2G può essere interamente gestito dall’amministrazione pubblica, oppure quest’ultima può agire a supporto delle industrie nazionali operanti nel settore dell’aerospazio, sicurezza e difesa.

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