(The Wall Street Journal, Callum Borchers, 26 novembre 2025)
Chi vive immerso nell’AI ogni giorno mantiene abitudini sorprendentemente tradizionali: scrive email a mano, prende appunti su carta, inserisce appuntamenti personalmente. Gli “AI power users” delegano ai bot solo ciò che davvero migliora qualità e precisione, suggerendo che molti utenti comuni stanno adottando l’intelligenza artificiale al contrario, usandola solo perché è nuova e luccicante.
1. Sull’esempio di una professionista che rifiuta di far scrivere email all’AI:
“Non mi fido dell’AI per scrivere da sola. Quando devo mandare un’email, la batto con le mie dieci dita”, spiega Stella Dong, ingegnere di machine learning, cofondatrice di una startup di intelligenza artificiale e dipendente full-time di un’azienda sanitaria tecnologica.
2. Sulla sorpresa di scoprire abitudini old-school tra chi lavora con l’AI:
“Le persone immerse nell’intelligenza artificiale hanno spesso abitudini sorprendentemente antiquate, dallo scarabocchiare appunti delle riunioni su carta fino a inserire manualmente gli impegni in calendario”.
3. Sul rovesciamento del flusso di lavoro rispetto agli utenti comuni:
“Dong a volte usa Copilot per rivedere le email, ma preferisce scrivere sempre le bozze da sola perché nessuno sa cosa vuole dire meglio di lei: è esattamente l’opposto di tanti professionisti che editano o copiano-incollano qualunque cosa l’AI abbia composto”.
4. Sul rifiuto degli assistenti automatici per la gestione del calendario:
“Non le piace dipendere da notifiche digitali per farsi guidare durante la giornata e ricorda molto meglio gli appuntamenti che ha inserito personalmente nel calendario”.
5. Sulla lezione che dovremmo trarre dall’approccio degli esperti:
“La forza maggiore degli esperti di AI potrebbe essere proprio la capacità di distinguere tra i compiti che i robo-assistenti migliorano davvero e quelli che è meglio continuare a fare a mano”.
(Estratto dalla newsletter di Giuseppe Liturri)



