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Soci e conti di iGenius, la società che sta realizzando il Modello Italia di Intelligenza artificiale

Tutto su iGenius, la società milanese che ha in progetto Modello Italia, il primo modello di “large language model”.Chi sono i soci, gli amministratori e i numeri sull'aumento di capitale in corso. Fatti, numeri e approfondimenti

Anche l’Italia avrà la sua intelligenza artificiale? È Modello Italia, il primo modello di “large language model”, analoga alla più nota ChatGPT, realizzato da iGenius e da Cineca, l’ente pubblico che riunisce in un consorzio 69 università italiane, 2 Ministeri e 27 Istituzioni pubbliche nazionali. Modello Italia è un’intelligenza artificiale addestrata su testi provenienti dalla produzione culturale italiana, in lingua italiana ma capace di parlare in tutte le lingue.

COS’È MODELLO ITALIA: LA PRIMA INTELLIGENZA ARTIFICIALE GENERATIVA TRICOLORE

Il prototipo non sarà pronto prima della prossima estate e avrà licenza completamente open-source. Lo sviluppo dell’LLM tricolore si sta avvalendo della tecnologia offerta dal supercalcolatore di Leonardo, gestito da Cineca, il sesto più potente al mondo e secondo in Europa. Una partnership pubblico-privato che si ritrova anche tra le caratteristiche del prodotto: Modello Italia è stato ideato prestando particolare attenzione all’ecosistema delle imprese e della Pubblica Amministrazione, italiane ed europee.

COS’È IGENIUS: IL PADRE DI “MODELLO ITALIA”

iGenius è la società milanese che sta producendo Modello Italia. Le sue attività riguardano la “produzione di software non connesso all’edizione la ricerca, lo sviluppo, la produzione e la commercializzazione di prodotti software o servizi innovativi nel campo dell’informatica in ambito data intelligence e artificial intelligence, software per ricerche e profilazioni di mercato”. Fondata nel gennaio del 2014 dal manager italiano e di origini albanese Uljan Sharka, iGenius ha già prodotto Crystal, un sistema di intelligenza artificiale applicato alla business intelligence capace di analizzare i dati dei sistemi informativi aziendali e fornire responsi in linguaggio naturale. Crystal è stato scelto anche da Intesa Sanpaolo per gestire la sua Isybank.

CHI SONO I SOCI DI IGENIUS

iGenius ha un capitale sociale da 132.131 euro. I soci che detengono il maggior numero di azioni sono: Uljan Sharka, Constance Fiani, Maurizio Colombo, Mauro Bertone e Carlo Cartassegna, manager del settore finanziario. Dispongono di azioni anche le società Fincarl Spa, Alfi Srl, Mgv Srl, Novacapira Srl e Eureka venture Spa (quest’ultima detiene azioni per conto del fondo mobiliare “Blacksheep Euveca Fund Principal” e “Blacksheep Euveca Fund Parallel”. Il consiglio di amministrazione di iGenius è formato dal presidente Uljan Sharka e dai consiglieri Maurizio Colombo, Andrea Paolo Vallini e Claudia De Antoni.

I RAPPORTI CON LA PA: IL RUOLO CHIAVE DI STEFANO PARISSE

Uomo chiave nei rapporti con la PA è Stefano Parisse, General Manager di iGenius. “Siamo convinti che l’Italia sappia e possa realizzare prodotti eccellenti anche sull’intelligenza artificiale – ha detto Parisse -. iGenius è pronta a collaborare con un nuovo ecosistema virtuoso di aziende che attraverso Modello Italia potrà realizzare soluzioni uniche per le aziende e le istituzioni italiane, europee e mondiali”.

Parisse è un manager con 30 anni di esperienza nel settore Telecomunicazioni e Tecnologia in Europa, Asia ed Africa. Nel suo curriculum c’è il ruolo di “responsabile della realizzazione e del coordinamento del transformation office del DTD” per la realizzazione del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza del Ministro per l’innovazione e Trasformazione Digitale quando c’era Vittorio Colao ministro nel governo Draghi. Dal 2006 al 2020 è stato in Vodafone, arrivando a ricoprire il ruolo di Product and Services Director, prima dal 1999 al 2006 è stato in Fastweb lasciando la Telco con il ruolo di DIrettore Divisione Famiglie e Aziende.

TUTTI I NUMERI DI IGENIUS: LA SITUAZIONE ECONOMICA

Nel 2022 la società milanese ha registrato un decremento del valore della produzione rispetto al 2021, passata da 4.685.557 a 4.126.021 euro. Sono saliti i costi, passati da 6.111.508 a 8.942.328 euro. Tra i costi la voce più pesante è quella relativa all’ammortamento delle immobilizzazioni immateriali che vale 3.105.293 euro e che nel 2021 non era presente. Subito dopo arriva il costo del lavoro (salati e stipendi) che vale 2.466.277 (nel 2021 era 2.957.279 euro). Quindi la società ha aumentato la perdita, passando da un passivo di 1.509.299 del 2021 a 4.895.856 euro.

“I margini economici della società permangono negativi, in quanto la stessa sconta ancora la fase di avvio, particolarmente lunga, in quanto caratterizzata dalla creazione ex novo di Crystal – si legge nel bilancio -. I business plan, tuttavia, evidenziano come gli anzidetti margini diverranno positivi a partire dal 2025. Ai fini della valutazione della continuità aziendale, la società prevede, nonostante il risultato dell’esercizio in commento, un incremento costante per i prossimi esercizi del fatturato risultante dall’incremento di interesse verso soluzioni di Al e, in particolar modo, grazie al posizionamento strategico della società nel suddetto mercato. Inoltre, la società ha fatto fronte sempre ai suoi impegni finanziari e i flussi di cassa previsti garantiscono la continuità operativa”.

IGENIUS: PIÙ DI 15 MILIONI DI EURO A RICERCA E SVILUPPO (PER CRYSTAL E MODELLO ITALIA)

La società nella relazione al bilancio sottolinea quanto sia importante il capitolo degli investimenti in ricerca e sviluppo. ”La storia della società è stata caratterizzata dall’attività di sviluppo del software – si legge -, oggi tutelato a livello internazionale con la denominazione di Crystal, attività essenzialmente caratterizzata dal costo dei ricercatori specializzati che nel corso degli esercizi hanno lavorato per tale obiettivo. I costi di ricerca e sviluppo lordi complessivi ammontano a euro 15.375.887; nell’esercizio in commento essi sono stati pari ad Euro 2.095.538”.

I SOCI DELIBERANO L’AUMENTO DI CAPITALE

Nel corso dell’assemblea straordinaria dello scorso 18 dicembre 2023 i soci hanno deliberato di aumentare “il capitale a pagamento, in via scindibile per massimi nominali 7.772,00, con sovrapprezzo complessivo massimo di euro 9.992.228,00, mediante emissione di massime 7.772 Azioni B, da offrire in opzione ai soci in proporzione al numero di azioni da ciascuno di essi possedute, dando atto che:

  • tutti i soci hanno rinunciato alla pubblicazione dell’offerta in opzione ai sensi dell’articolo 2441 c.c., nonché, ove del caso, all’emissione di azioni della propria categoria di appartenenza;
  • tutti i soci hanno rinunciato integralmente al diritto di opzione agli stessi spettante”.

Inoltre, i soci hanno deciso di “attribuire per la sottoscrizione del predetto aumento di capitale, da parte dei terzi, il termine finale del 18 marzo 2024” e di “stabilire che, se l’aumento di capitale non sarà stato interamente sottoscritto entro il termine sopra indicato, il capitale si intenderà aumentato per un importo pari alle sottoscrizioni raccolte; di prevedere l’efficacia immediata delle sottoscrizioni raccolte”.

FINANZIAMENTI DI IGENIUS

La società milanese lo scorso luglio ha chiuso un nuovo round di capitalizzazioni da 10 milioni di euro che ha portato a 30 milioni la quota di capitali raccolti dalla sua fondazione. Ora gli attuali soci hanno deciso di aumentare il capitale sociale per dieci milioni, rinunciando al diritto di opzione a loro spettante per legge per sottoscriverlo e, di conseguenza, riservando a terzi la possibilità di sottoscriverlo. È una formula standard che si usa quando i soci attuali intendono fare entrare soggetti terzi.

MODELLO ITALIA: IL RISPETTO DEL DIRITTO D’AUTORE

I software di intelligenza artificiale sono finiti sul banco degli imputati per il presunto mancato rispetto delle normative sul diritto d’autore. È già diventata storia la causa intentata dal New York Times contro Microsoft e Openai: secondo il Times, il motore di ricerca Bing! Di Microsoft e Openai ha usato gratuitamente milioni di articoli del quotidiano per addestrare le chatbot, come ChatGPT, che oggi fanno concorrenza proprio ai quotidiani.

“I modelli di linguaggio in ambito di intelligenza artificiale hanno il potenziale di democratizzare la conoscenza – spiega Uljan Sharka, Fondatore e ceo di iGenius – Ciò sarà possibile solo se ogni paese e ogni lingua sarà rappresentato allo stato puro. Nessuno meglio degli Italiani può trasformare la propria lingua in superpoteri, questo è Modello Italia, un sistema di AI Generativa che rappresenta non solo la nostra lingua ma una delle civiltà più sofisticate attraverso l’arte, la cultura e le eccellenze per cui siamo famosi nel mondo. Un vero modello di rinascimento digitale che mette l’uomo al centro”.

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