Innovazione

Perché San Francisco vieta alla polizia il riconoscimento facciale

di

Google

Il riconoscimento facciale, per la città di San Francisco, minerebbe la privacy e la libertà

Da San Francisco a Monaco: è stretta sulla privacy. L’amministrazione di San Francisco ha messo al bando la tecnologia per il riconoscimento facciale da parte della polizia perché rappresenta una minaccia per la privacy ma potrebbe essere utilizzata anche per prendere di mira alcune minoranze.

Intanto, Google ha annunciato l’intenzione di creare un hub globale per lo sviluppo di soluzioni di privacy in Europa, a Monaco. Andiamo per gradi.

LA DECISIONE DI SAN FRANCISCO

Riconoscimento facciale al bando. La città di San Francisco è la prima città Usa a proibire alla propria amministrazione l’uso della tecnologia del riconoscimento facciale. Il divieto, è doveroso precisare, riguarda la polizia cittadina e altri dipartimenti municipali ma non le autorità federali, che potranno continuare ad usare questa tecnologia in porti ed aeroporti.

LE MOTIVAZIONI

A chiederne il bando è stato Aaron Peskin, uno dei city supervisor, secondo cui la tecnologia rappresenta una minaccia per la privacy ma anche un’arma per prendere di mira alcune minoranze.

MINATO IL DIRITTO ALLA LIBERTA’

“La propensione della tecnologia per il riconoscimento facciale a mettere a rischio i diritti e le libertà civili supera i benefici ad essa legati. Verrebbero esacerbate le ingiustizie sociali e verrebbe minato il diritto a vivere liberi dalla costante supervisione del governo”, si legge nel provvedimento approvato martedì (8 voti a favore del bando ed uno contrario).

UNA SOLUZIONE INCOMPATIBILE CON LA DEMOCRAZIA

“Con questo voto, San Francisco ha dichiarato che la tecnologia di sorveglianza facciale è incompatibile con una democrazia sana e che i residenti meritano una voce nelle decisioni sulla sorveglianza high-tech”, ha detto alla Bbc Matt Cagle, dell’American Civil Liberties Union nel nord della California. “Applaudiamo la città per aver ascoltato la comunità e aver aperto la strada a questa fondamentale legislazione: altre città dovrebbero prendere nota e creare simili salvaguardie per proteggere la sicurezza delle persone e i diritti civili”.

IL PROGETTO EUROPEO DI GOOGLE SULLA PRIVACY

Anche Google pensa alla privacy, in Europa. Questa settimana verrà quindi inaugurato a Monaco di Baviera il Google Safety Engineering Center (Gsec), che sarà un hub globale per lo sviluppo di soluzioni di privacy in Europa a Monaco.

Big G., come si legge su Wired, si affida ad un team di oltre 200 ingegneri, che avranno l’obiettivo di controllare l’effettiva tutela della privacy degli utenti in tutti i prodotti di Google distribuiti al pubblico e alle aziende in Europa e nel mondo.

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