Innovazione

Quale futuro per la comunità cyber statunitense?

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L’incremento nel proprio vantaggio competitivo nel cyberspazio inteso come “teatro di guerra” è una delle prossime priorità del Dipartimento della Difesa (DoD) statunitense.
L’avvio del rinnovamento necessario affinchè il concetto di cybersecurity possa assurgere ad aspetto vitale della sicurezza nazionale degli Stati Uniti parte dall’organizzazione. Per questo, il 23 dicembre 2016, l’US Cyber Command (USCYBERCOM), Comando Funzionale delle Forze Armate statunitensi dedicato al cyberspazio, è stato elevato nella gerarchia organizzativa militare da Comando sub-unificato posto sotto il Comando Strategico statunitense (STRATCOM) a Quarto Comando Funzionale.

Circa un anno dopo, nel febbraio 2018, il Presidente degli Stati Uniti, Donald J. Trump, ha nominato il nuovo Comandante di USCYBERCOM scegliendo il Generale Paul Nakasone, Comandante del Comando Cyber dell’Esercito degli Stati Uniti. La sua nomina è stata recentemente confermata all’unanimità dal Senato, con la sua promozione a Generale a quattro stelle. Oggi, secondo un accordo di comando “a doppio cappello”, il Gen. Nakasone è anche il nuovo Direttore della National Security Agency (NSA), organizzazione facente parte integrante della Comunità Intelligence statunitense.

La presenza di un unico Comandante per due organizzazioni, una civile e l’altra militare, è un problema di grande complessità. Fin dalla sua istituzione nel 2009, USCYBERCOM ha lavorato in stretta relazione con la NSA. La decisione di mantenere insieme le due entità è stata assunta al fine di mantenere le funzioni di Signal Intelligence (SIGINT) e di Cyber Warfare (CW) sotto lo stesso comando.

Attualmente, il DoD statunitense ha definito alcune condizioni da rispettare prima di un’eventuale separazione tra USCYBERCOM e NSA. Al riguardo, nel corso di audizioni al Senato, il Gen. Nakasone si è dichiarato estremamente prudente ritenendo fondamentale far precedere a qualsiasi decisione di porre fine all’attuale sistema di comando “a doppio cappello”, l’esistenza di processi e decisioni operative già ben consolidate che non inficino la collaborazione reciproca tra le due istituzioni. Qualsiasi decisione prematura comporterebbe il rischio di condizionare l’efficacia e l’efficienza delle due organizzazioni.

Le domande a questo punto sono molteplici:
• Quanto può durare ancora il sistema “a doppio cappello”? Chi desidera interromperlo e chi lo difende? Che posizione hanno assunto Trump, il Pentagono e la Comunità Intelligence?
• Cosa significa il dibattito “Titolo 10 – Titolo 50”? E quanto influenza la decisione finale?
• Quanto giova e quanto danneggia mantenere unificate le due strutture?
• Quali precauzioni da seguire in un’eventuale separazione?

Queste risposte e molte altre nell’articolo di Fabio Vanorio “Breaking Up The Dual-Hat Leadership Of National Security Agency And United States Cyber Command – The Central Debate In The United States Cyber Community” curato dall’Istituto Italiano di Studi Strategici Niccolo’ Machiavelli disponibile qui.

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