Innovazione

Perché Fastweb sballotta M5S e Lega sulla portabilità e si appella all’Agcom

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Gli emendamenti di Lega e 5 Stelle all’articolo 82 del Cura Italia per lo stop alla portabilità del numero, le proteste delle associazioni dei consumatori al Mise e le critiche di Fastweb

Bloccare la portabilità delle linee fisse e mobili per preservare salute cittadini e dipendenti delle aziende di telecomunicazione. È questo quello che chiedono in sostanza Lega e M5S, che hanno presentato un emendamento al decreto Cura Italia per chiedere lo stop di tutte le operazioni di portabilità di numeri fissi e mobili.

Non ci stanno, però, le associazioni dei consumatori. E critiche arrivano da Fastweb, che ha scritto ad Agcom, l’Autorità di garanzia per le comunicazioni. Ecco tutti i dettagli.

L’EMENDAMENTO

Con un emendamento all’articolo 82 del Decreto Cura Italia, si chiede al Governo, di “vietare alle imprese che svolgono attività di fornitura di reti e servizi Tlc la realizzazione di campagne commerciali straordinarie di contrattazione di servizi di comunicazioni elettroniche che richiedano la portabilità del numero, qualora ciò implichi la necessità degli utenti di recarsi presso i centri di attenzione al pubblico, ovvero qualora ciò comporti l’intervento fisico di tecnici per mantenere la continuità del servizio in fase di migrazione tra operatori diversi”.

Si chiede anche lo stop a “tutte le operazioni di portabilità di numeri fissi e mobili nonché la generazione di nuovi numeri, che non siano in corso, salvo nel caso sia necessario l’attivazione di nuove connessioni”.

I FIRMATARI

A sorpresa, a chiedere lo stop sono stati M5S e Lega, con due emendamenti identici nel contenuto, secondo quanto riporta Corriere Comunicazioni. L’emendamento, per i 5 Stelle, è firmato da Mauro Coltorti, Gabriella Di Girolamo, Sabrina Ricciardi, Giulia Lupo e Giorgio Fede. Per il gruppo Lega del Senato, invece, il primo firmatario è Matteo Salvini.

ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI IN RIVOLTA

Gli emendamenti non piacciono alle associazioni dei consumatori. Altroconsumo, che ritiene gli emendamenti uno “schiaffo alla concorrenza (e alle famiglie)”, ha scritto al Ministero dello Sviluppo Economico per esprimere la propria contrarietà agli emendamenti (qui la lettera).

“Si tratta di una indegna strumentalizzazione della pandemia che sta duramente colpendo il nostro Paese, con un sacrificio di vite enorme” scrive Altroconsumo nella lettera. “Il fatto che vi sia qualcuno che, con sprezzante cinismo, pensa di utilizzare siffatta circostanza per attuare misure anticompetitive a danno dei consumatori genera in noi profondo sdegno.”

LA REAZIONE DEL CENTRO CONSUMATORI ITALIA

“Quello che serve sempre di più non è indebolire la concorrenza, bensì operare perché l’intero sistema di TLC sia mantenuto non solo concorrenziale ma che sia soprattutto rafforzato da importanti investimenti in innovazione e nuove tecnologie”, ha commentato gli emendamenti, Rosario Trefiletti Presidente di Centro Consumatori Italia.

L’ANALISI DEL CORRIERE DELLE COMUNICAZIONI

“L’approvazione della proposta gialloverde potrebbe dare respiro agli operatori che detengono la fetta più consistente del mercato, prima tra tutti Tim, che ha visto nel 2019 una forte contrazione dei volumi sia sul fisso (-1.15 milioni di linee) sia sul mobile (-649 mila clienti) principalmente a causa della pressione dei nuovi entranti sul mercato, rispettivamente Open Fiber sul fisso e Iliad sul mobile”, ha sottolineato il Corriere delle Comunicazioni.

LA PROTESTA DI FASTWEB

Critiche di Fastweb, che evidenzia come “la proposta di bloccare le procedure di migrazione e di portabilità del numero, avanzata in queste ore, non contribuisca in alcun modo alla salvaguardia dei lavoratori e dei clienti, poiché né le attività di cambio operatore per la rete mobile né quelle per la rete fissa – al netto di poche eccezioni – necessitano di intervento di un tecnico in casa”, spiega la società in una nota: “Fastweb ha altresì sottolineato come tale proposta si porrebbe in netto contrasto con le aumentate esigenze di connessione alla rete, dato che la quasi totalità delle migrazioni richieste in questi giorni derivano dalla necessità delle famiglie e delle imprese di procurarsi una connettività migliore per svolgere, al meglio, attività imprescindibili come quella lavorativa e quella scolastica”, sostiene l’azienda.

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