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Perché Zuckerberg medita di togliere il conto dei like da Facebook

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Facebook like

Basta ansia da Like. Facebook sta pensando di nascondere il numero di “Mi piace” che i post ottengono sul social network. L’obiettivo sarebbe ridurre la pressione competitiva dei social media. Eppure non è il pollice all’insù una delle funzioni cardine di Facebook fin dagli albori? Ecco i dettagli.

LA SCOPERTA DELLA FUNZIONE TEST

La tech blogger Jane Manchun Wong, esperta in reverse engineering, ha scoperto che Facebook sta testando la funzione di nascondere i Like sulla sua app per Android. “Ho osservato che Facebook ha recentemente iniziato a prototipare questa funzione nascosta di conteggio delle reazioni/like nell’app per Android”, ha scritto Wong sul proprio blog lunedì.

VIA I LIKE DAL NEWSFEED

Secondo Wong, solo la persona che ha pubblicato il post sarebbe in grado di vedere il conteggio delle reazioni, ma per tutti gli altri il numero totale di Like non sarebbe reso noto. Sui post degli amici, infatti, gli utenti possono vedere solo i nomi delle persone che hanno gradito ma non il numero complessivo delle reazioni ricevute. Wong ha trovato un codice simile su Instagram — l’app di condivisione foto di proprietà Facebook — poche settimane prima che il social network iniziasse a testare i conteggi nascosti all’inizio di quest’anno.

IL TEST PARTITO SU INSTAGRAM

Gli utenti di Instagram prima in Australia e poi in Brasile, Canada, Irlanda, Italia, Giappone e Nuova Zelanda, possono ancora vedere quanti cuoricini raccolgono i propri post, ma non sugli altri account.

LA CONFERMA DI MENLO PARK

A seguito della rivelazione di Wong, Facebook ha confermato a TechCrunch che la società sta effettivamente prendendo in considerazione la possibilità di testare la rimozione di conteggi simili al pubblico, ma che la funzionalità non è ancora attiva per gli utenti.

UTENTI RILASSATI

Secondo Instagram, la decisione è volta a “rimuovere la pressione” dagli utenti della piattaforma digitale. “Vogliamo che Instagram sia un luogo in cui le persone si sentano a proprio agio nell’esprimersi”, ha dichiarato a luglio Mia Garlick, direttore delle politiche di Facebook Australia e Nuova Zelanda. “Speriamo che questo test rimuova la pressione di quanti Mi piace riceverà un post, così puoi concentrarti sulla condivisione delle cose che ami”.

L’ANSIA DA CONDIVISIONE

Nell’ultimo decennio è cambiata l’attitudine degli utenti alla condivisione su Facebook. All’origine la Home era il luogo dove condividere tutto, o quasi: dai momenti più significativi come laurea, compleanno o matrimonio ad attività come #docciatime #aperitime fino a link di canzoni e citazioni. Questo fenomeno è diminuito nel corso degli ultimi 10 anni: Facebook è stato gradualmente retrocesso a piattaforma in cui condividere esclusivamente eventi significativi come matrimoni o nuove posizioni lavorative mentre Instagram e Snapchat hanno preso il posto della condivisione quotidiana. Il problema è che i momenti considerati “importanti” non accadano tutti i giorni. E questo rappresenta un bel problema per le visualizzazioni degli annunci su Facebook. Un bel problema per il gruppo di Menlo Park. Ma se l’ansia da prestazione da post diminuisse, allora (forse) gli utenti tornerebbero a postare di più su Facebook, ergo a trascorrere più tempo sul social.

Non è chiaro se questi test diventeranno nuove funzionalità sia per Instagram sia per Facebook dal momento che non sono ancora stati rilasciati i risultati ufficiali dai test di Instagram partiti a inizio anno.

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